Forza Italia: Elezione di Enrico Costa e crisi interna dopo il referendum
Roma, 14 aprile 2026 – Il rinnovamento ai vertici di Forza Italia si è completato con l’elezione di Enrico Costa, che subentra a Paolo Barelli, ora sottosegretario ai Rapporti col Parlamento. Tuttavia, il partito rimane in una situazione di tensione dopo la recente sconfitta nel referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, eventi che non sono stati digeriti da Marina e Pier Silvio Berlusconi, riporta Attuale.
Con la successione ai vertici dei gruppi parlamentari completata, restano aperti diversi dossier cruciali. Tra questi, la ridefinizione del quadro politico e organizzativo voluta dagli eredi del Cavaliere, con l’eventualità di una successione a Antonio Tajani, presidente del partito, anticipata da Roberto Occhiuto. In agenda, ci sono anche il congresso pre-elettorale previsto in autunno e il congresso romano del Ppe nel 2027, mentre le voci sulle ambizioni politiche di Marina Berlusconi continuano a circolare. In aggiunta, si prospetta la necessità di una riforma elettorale che inciderà sugli assetti parlamentari futuri, tema sul quale i partner di Giorgia Meloni manifestano riluttanza a impegnarsi, preferendo l’attuale sistema.
Costa, nel suo discorso dopo l’elezione, ha sottolineato l’importanza di mantenere “coesione” e “compattezza” all’interno del partito, sottolineando la centralità dei “valori liberali” e l’impegno a garantire la libertà di scelta delle persone. L’ex capogruppo Barelli, destinato a diventare viceministro ai Rapporti col Parlamento, dovrebbe continuare a contribuire al partito senza portafoglio, ma mantenendo il suo ruolo di presidente della Federazione italiana nuoto, un incarico che richiama la sua esperienza.
In vista, ci sono anche possibili nuove nomine che potrebbero influenzare future dinamiche di potere all’interno di Forza Italia. Si parla di nomine significative come quella di Sara Kelany alla Giustizia o Maria Chiara Fazio alla Farnesina. Il recente scenario politico si complica ulteriormente con le polemiche interne sulla gestione del tesseramento nelle varie regioni, un problema che ha riacceso le tensioni fra le diverse fazioni del partito. Marina Berlusconi suggerisce la necessità di congressi “unitari” per superare le divergenze interne.
Non si esclude che la ristrutturazione dell’organigramma possa essere discussa in occasione di un prossimo incontro tra il segretario Tajani e Mulè, un appuntamento già previsto ma rinviato a causa di impegni reciproci. Il futuro di Forza Italia appare incerto, mentre i leader del partito cercano di gestire le sfide interne e costruire una roadmap strategica che possa rinvigorire il partito nel prossimo panorama politico.