La guerra in Sudan compie tre anni: crisi umanitaria senza precedenti
La guerra in Sudan, che ha già compiuto tre anni, ha generato una delle crisi umanitarie più gravi al mondo, con oltre 9 milioni di sfollati interni e 4 milioni di rifugiati. Dal 15 aprile 2023 ad oggi, non sono nati bonus per i bambini, ma piuttosto un conflitto che ha messo a serio rischio la loro vita e salute, riporta Attuale.
Il tasso di mortalità materna è aumentato dell’11%, con quasi 300 donne su 100.000 che muoiono alla nascita. Secondo l’Unicef, almeno 4.300 bambini sono stati uccisi o mutilati durante la guerra. Le condizioni di vita continuano a deteriorarsi, con l’80% delle strutture sanitarie distrutte, rendendo le aree colpite da combattimenti veri e propri campi di battaglia per ambulanze e ospedali, spesso attaccati da droni.
Una delle zone più colpite, il Darfur, insieme al Kordofan e al Blue Nile, si trova oggi in una situazione disperata. Le carestie registrate dall’Onu mostrano che due delle tre si trovano in questa regione, dove la guerra ha distrutto tutto, creando una profonda insicurezza alimentare. Samy Guessabi, direttore di Azione contro la fame in Sudan, afferma che “la fame è conseguenza diretta della guerra”.
Il conflitto non mostra segni di risoluzione. Le Forze di Supporto Rapido, sostenute dagli Emirati Arabi, continuano il loro assalto, mentre i governativi bombardano i mercati nei villaggi. Le dichiarazioni di padre Diego Dalle Carbonare, missionario che lavora in Sudan, pongono l’accento sul ruolo dei finanziamenti esteri nel conflitto, dove gli Emirati sostengono le milizie impegnate in questo “gioco di potere” che ha portato a milioni di sfollati e una crisi sociale profonda.
Marie-Helene Verney, rappresentante dell’Unhcr, evidenzia che “la situazione rimane tragica”. Molti rifugiati affrontano un futuro incerto, trovandosi in campi sovraffollati con scarsità di beni essenziali. La mancanza di elettricità e l’infrastruttura sanitaria distrutta complicano ulteriormente la situazione, costringendo l’Unhcr a cercare soluzioni alternative come l’installazione di pannelli solari nei prossimi ospedali.
Le diplomatiche attuali si concentrano sulla guerra in corso, lasciando spesso in ombra il Sudan. Gli aiuti internazionali sono insufficienti: le agenzie umanitarie hanno ricevuto solo il 16% dei fondi necessari, pari a 2,8 miliardi di dollari, per fornire assistenza ai milioni di sudanesi in sofferenza. Le parole di padre Diego Dalle Carbonare rimangono chiare: “Non dimenticatevi del Sudan” mentre la guerra continua a mietere vittime.