Quattro anni di guerra in Sudan: oltre 4.300 bambini uccisi o mutilati dall’inizio del conflitto

15.04.2026 16:15
Quattro anni di guerra in Sudan: oltre 4.300 bambini uccisi o mutilati dall'inizio del conflitto

Bambini in Sudan: un bilancio devastante dopo tre anni di guerra

Tre anni di conflitto in Sudan stanno avendo conseguenze catastrofiche per i bambini, con i droni responsabili di quasi l’80% delle uccisioni e lesioni segnalate, che ammontano a circa 4.300 vittime. La situazione per i più giovani appare sempre più grave mentre il conflitto entra nel suo quarto anno, riporta Attuale.

Nei primi tre mesi del 2025, almeno 245 bambini sono stati uccisi o feriti, segnando un significativo aumento rispetto allo stesso periodo del 2024. La maggior parte delle vittime si trova negli Stati del Darfur e del Kordofan, aree dove la violenza è diventata una costante. Eva Hinds, responsabile della comunicazione dell’UNICEF in Sudan, ha sottolineato che gli attacchi indiscriminati costituiscono oggi una realtà drammatica, con i droni che colpiscono bambine e bambini nei luoghi più improvvisati, come le loro case, i mercati e le scuole.

Dall’inizio del conflitto, le Nazioni Unite hanno documentato oltre 5.700 gravi violazioni contro i bambini in tutto il Sudan, con più di 4.300 casi di ragazzi uccisi o mutilati, principalmente nei suddetti Stati. “Questi dati sono sconcertanti”, ha affermato Hinds, evidenziando la difficoltà di ottenere dati accurati a causa della continua insicurezza e della limitata accessibilità alle aree colpite. Il conflitto ha costretto oltre cinque milioni di bambini a lasciare le loro case, determinando un cambiamento drammatico nella loro infanzia.

Le condizioni di vita sono estremamente precarie, con famiglie costrette a vivere in sovraffollamento mentre cercano di soddisfare i bisogni più fondamentali. L’accesso umanitario rimane critico, con ampie zone del paese ancora isolate per via dei combattimenti e delle infrastrutture danneggiate. Questo è particolarmente evidente del Darfur e del Kordofan, dove i bambini vulnerabili non ricevono l’assistenza necessaria.

Parallelamente, la fame e le malattie continuano a diffondersi. Le conseguenze economiche della guerra hanno distrutto mezzi di sussistenza e compromesso i servizi essenziali. È stata dichiarata carestia in diverse località, con circa 4,2 milioni di bambini che soffriranno di malnutrizione acuta, di cui oltre 825.000 in condizioni gravi potenzialmente fatali senza un intervento tempestivo.

L’istruzione è stata devastata, con quasi la metà delle scuole inutilizzabili e almeno 8 milioni di bambini attualmente esclusi dal percorso educativo. Nonostante queste horribile condizioni, l’UNICEF e i suoi partner continuano a fornire servizi salvavita ovunque sia possibile, ma le risorse sono sotto pressione crescente.

Per il 2026, l’UNICEF ha stimato un fabbisogno di 962,9 milioni di dollari per fornire assistenza a 7,9 milioni di bambini. Allo stato attuale, è stato ricevuto solo il 16% di questi fondi, e senza supporto urgente, i programmi essenziali che proteggono i bambini rischiano di essere ridimensionati, con conseguenze potenzialmente mortali.

“Proteggere i bambini in Sudan non è un’opzione, ma un obbligo”, ha concluso Hinds, evidenziando la necessità di rispettare il diritto internazionale umanitario e garantire accesso umanitario sicuro e finanziamenti sostenibili. “Il costo del fallimento è già dolorosamente chiaro, e lo stanno pagando i bambini”.

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