Scintille, risate e minacce al governo nell’arena digitale del podcast di Fedez e Mr Marra: l’ex premier e l’eurodeputato si confrontano (e si insultano) su energia, immigrazione, sicurezza, politica estera, sovranismo, riporta Attuale.
I battibecchi tra Renzi e Vannacci
L’esordio dell’ex generale è subito un avvertimento diretto a Palazzo Chigi: «Ho tracciato delle linee rosse, da destra pura…». Un assist che Renzi non si lascia sfuggire, partendo immediatamente all’attacco per smontare la narrazione dell’interlocutore. «Generale, sei un doroteo. Anzi: un paraculo. La verità è che se vai da solo la destra perde», affonda l’ex premier. La risposta di Vannacci è spiazzante nella sua ammissione: «Vedi? Hai capito». Ma Renzi rincara la dose con una stoccata che fa esplodere lo studio in una risata collettiva: «Sembro scemo, ma non sono mica come tutti quelli che frequenti te!».
L’avvertimento a Giorgia Meloni
Dietro le battute, però, si gioca una partita politica vera. Vannacci resta fedele al suo personaggio spigoloso e ne approfitta per lanciare un ultimatum a Giorgia Meloni, accusando il governo di aver tradito le promesse sulla gestione dei migranti. «Io voglio far vincere la destra, ma bisogna riportare la barra dritta — incalza Vannacci —. O sono d’accordo con me o me ne vado da solo». Un aut-aut che Renzi traduce in un vicolo cieco: «O Vannacci molla la destra e la destra perde le elezioni. O Vannacci sta con la destra e Vannacci perde la faccia».
Il punto di incontro sul nucleare
Il duello si muove su ritmi serratissimi. Da una parte la retorica identitaria del generale, dall’altra il cinismo ironico di Renzi che prova a smantellarla con i dati. Eppure, in questo ring si trova un punto di contatto surreale. L’unica energia capace di mettere d’accordo il “diavolo e l’acqua santa” è quella nucleare: entrambi si dichiarano favorevoli «al cento per cento» alla costruzione di nuove centrali per l’indipendenza energetica dell’Italia.