Crosetto: pressioni su Putin per l’uso di armi nucleari in Ucraina e necessità di deterrenza reale

20.04.2026 20:35
Crosetto: pressioni su Putin per l'uso di armi nucleari in Ucraina e necessità di deterrenza reale

Roma, 20 aprile 2026 – Putin in minoranza sull’atomica, proteggere Hormuz anche senza l’ok dell’Onu, con le navi militari, perché “un dittatore non si ferma di fronte ad un cartello” e far notare agli alleati che si è lontani da una difesa comune dell’Europa, è quanto ha detto uno scatenato ministro della Difesa Guido Crosetto alla presentazione del libro del segretario di Azione, Carlo Calenda, “Difendere la libertà. L’ora dell’Europa”, a Roma, riporta Attuale.

“Mi piace ritwittare Carlo, dice cose che condivido”

Crosetto non nasconde una certa visione internazionale comune con il suo ospite, e ne approfitta per evitare pesanti polemiche, sempre dietro l’angolo per un rappresentante del governo: “Siccome da ministro non posso parlare, ogni tanto mi prendo il piacere di ritwittare Carlo, almeno parlo attraverso cose che dice lui e condivido. C’è questa cosa di cui abbiamo la responsabilità: difendere un presidio di valori altrimenti moriranno con l’Europa”.

“A Putin chiedono di usare l’arma nucleare tattica in Ucraina”

Crosetto è in forma, e tanto per lasciare intendere di che cosa veramente bisogna preoccuparsi nel Vecchio Continente, accenna a qualcosa che forse non tutti sanno: Vladimir Putin “è in minoranza nella sua maggioranza, perché considerato troppo tenero con l’Ucraina: da anni il suo gruppo dirigente gli chiede di usare l’arma nucleare tattica”. Insomma, per fortuna che lo zar li fa ragionare, sembra aver voluto dire il ministro, anche alla presenza anche del nuovo ambasciatore ucraino in Italia, Igor Brusylo.

“Un dittatore non si ferma davanti a un cartello”

Quindi il ministro ha voluto chiarire che deve esserci ‘sostanza’ dietro la parola deterrenza. “Macron ha detto una cosa vera, la deterrenza nasce dalla capacità di poter esprimere la forza se serve, la deterrenza non si fa a parole. Un dittatore non si ferma di fronte a un cartello, ma quando ha paura di farsi male. La strategia dell’istrice dice che non conta quanto sei grande ma quanto fai paura. Purtroppo viviamo tempi in cui la deterrenza non sempre ferma chi hai davanti”.

“Per Hormuz bisogna essere pragmatici, nonostante voto Onu”

Crosetto poi ha toccato il tema Stretto di Hormuz, sottolineando che l’importanza della sicurezza in quel tratto di mare va oltre il mandato Onu, voto che a fatica arriverà visto che Mosca e Pechino sono contrarie. “Sono il primo a dire che sarebbe meglio avere un mandato dell’Onu per una missione nello Stretto di Hormuz, “ma abbiamo visto che in Consiglio di Sicurezza chiunque si alzi in piedi può bloccarlo” e quindi serve “pragmatismo”, ha affermato il ministro. “Hormuz è uno dei choke point” globali da cui passa il flusso dell’energia e del commercio “e non si può dare a nessuno il potere di chiuderli”, ha concluso, incontrando il plauso di Carlo Calenda: “Sono d’accordo con il ministro Crosetto quando dice di mandare navi italiane a Hormuz anche senza l’Onu. Nel Consiglio di Sicurezza ci sono la Russia e la Cina, che si opporrebbero ad una missione simile. Non sono d’accordo a mandare navi durante il conflitto, ma in una fase successiva quando ci sarà necessità di monitorare quelle acque, perché da lì passa il petrolio e il gas che ci serve”.

“Ho scritto ai colleghi europei: lontani da una difesa comune”

Infine Crosetto ha rivelato di aver inviato una lettera ai Paesi europei sul tema della difesa comune. “Siamo lontani da una difesa comune europea, perché i trattati non la prevedono come un elemento costitutivo dell’Ue. Quindi la difesa è rimasta nazionale. Il tentativo è costruire meccanismi per rendere internazionali alcune cose, come l’industria della difesa”. E ha spiegato: “Io qualche giorno fa ho mandato una lettera ai colleghi europei dicendo che dobbiamo iniziare a ragionare su tre passi. L’ho mandata a tutta l’Europa continentale: anche Svizzera, Norvegia, Gran Bretagna, Ucraina, paesi balcanici e Turchia. La massa critica è importante”.

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