Il confronto nella Lega: rimane alta la tensione nonostante l’assenza di nomine

11.06.2026 10:05
Il confronto nella Lega: rimane alta la tensione nonostante l'assenza di nomine

Riunione del Consiglio Federale della Lega: tensioni interne e futuro incerto

Roma, 11 giugno 2026 – Il Consiglio federale del Carroccio si è tenuto in un clima teso, con l’assenza di nomine e un’atmosfera di incertezza sul futuro del partito. Durante la riunione, i membri hanno ribadito l’unità, con Luca Zaia, indicato come prossimo vicesegretario, che ha evidenziato le difficoltà del partito, ora minacciato da Futuro nazionale e attraversato da tensioni interne. Le risposte di Zaia sono state decisive e senza mezzi termini, mentre il segretario Matteo Salvini ha tentato di mostrare ottimismo, sottolineando il grande impegno degli amministratori locali, apprezzati nei territori, riporta Attuale.

Salvini, segretario da dodici anni, si trova attualmente in difficoltà nel mantenere il controllo del partito. Durante un incontro con i giornalisti, ha affermato: “Il Consiglio? È andato bene, quando parlo di Lega sono sempre felice”. Tuttavia, le critiche provengono dai dirigenti locali, che avvertono una perdita di credibilità del partito e la mancanza di azioni legislative, specialmente in materia fiscale. Le frizioni tra la Lega del Nord e quella nazionale si intensificano, con alcuni membri che considerano il richiamo alle radici come nostalgico e poco utile.

Un episodio significativo si è verificato quando Armando Siri ha criticato il sostegno del partito all’ex governo di larghe intese di Mario Draghi, provocando una reazione da parte di Zaia. L’ex governatore del Veneto, secondo quanto riportato, avrebbe commentato sarcasticamente l’intervento di Siri. Silvia Sardone, vice segretaria, ha smentito le voci di un avvicinamento al movimento di Vannacci, definendole semplicemente “falsità”. Le critiche nei confronti dei governatori del Nord, per non essersi candidati alle Europee, continuano a circolare, intensificando le tensioni interne.

La riunione, che ha durato oltre tre ore, non ha portato a decisioni definitive riguardo alla leadership del partito. Zaia ha richiesto chiarimenti e garanzie prima di poter assumerne un ruolo di maggiore rilevanza, preferendo evitare scontri diretti con Salvini. Il modello federale, simile a quello della Cdu-Csu bavarese, proposto da Zaia, prevede un ridimensionamento dell’autorità di Salvini e una maggiore autonomia per il Nord. Tuttavia, ciò richiederà tempo, in quanto le modifiche allo Statuto del partito sono complesse.

Altre occasioni di confronto si presenteranno, con un ritiro a Treviso fissato per il 4 e 5 luglio e la tradizionale festa a Pontida in programma per metà settembre. Zaia ha espresso fiducia, affermando: “Abbiamo fatto un bellissimo federale, ciascuno ha potuto esporre le proprie idee. Si va in questa direzione e ci rencontreremo ancora”, evidenziando che “più identità c’è più consenso c’è”.

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