Raid aerei statunitensi in Iran provocano interruzione dell’acqua potabile nella regione dello Stretto di Hormuz
Mercoledì, attacchi aerei statunitensi hanno colpito un impianto per l’approvvigionamento di acqua potabile nel sud dell’Iran, causando gravi difficoltà per la popolazione locale. Secondo il New York Times, i raid hanno interessato un’area già colpita da temperature superiori ai 38 gradi, lasciando migliaia di persone senza acqua, riporta Attuale.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato l’uso di “munizioni di precisione” in questa operazione. I funzionari iraniani affermano che oltre 20.000 abitanti di una città e dei villaggi limitrofi sono stati colpiti dallo stop della fornitura idrica, poiché l’attacco ha messo fuori uso depositi vitali per l’acqua.
Un’immagine satellitare, catturata il 9 giugno, mostra le strutture mirate, caratterizzate da tubazioni blu tipiche degli impianti di distribuzione. Abdolhamid Hamzehpour, responsabile locale, ha indicato che due serbatoi di stoccaggio sono stati distrutti negli attacchi.
Non è chiaro se gli Stati Uniti avessero consapevolezza della natura civile delle infrastrutture colpite. Attaccare deliberatamente obiettivi civili potrebbe costituire un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Video recenti mostrano i danni agli edifici, confermando la distruzione del tetto della piccola struttura colpita.
Il portavoce del Comando Centrale ha dichiarato di essere a conoscenza delle segnalazioni riguardanti i danni, sebbene non abbia fornito ulteriori dettagli. Al momento, l’acqua è stata distribuita ai residenti tramite autobotti come misura temporanea, mentre i tecnici lavorano per ripristinare rapidamente la fornitura idrica, una situazione critica data l’ondata di caldo nella regione.