Trump Estende l’Ultimatum sulla Negoziazione con l’Iran
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Il presidente Trump ha prolungato indefinitamente l’ultimatum per un accordo con Teheran, inizialmente previsto per scadere ieri sera, dopo aver dichiarato in mattinata che la sua estensione era «altamente improbabile», riporta Attuale.
Le preoccupazioni tra i leader europei crescono, come riportato da Reuters, riguardo a una possibile «fretta» di Trump che potrebbe portare a un accordo superficiale. Questo approccio rischia di generare titoli stampa, ma non risolverebbe problemi tecnici cruciali legati all’arricchimento dell’uranio e alle sanzioni, che richiederanno tempo per essere adeguatamente affrontati.
La possibilità di un’escalation rimane un altro timore predominante. Nel frattempo, Trump gioca per guadagnare tempo. «Se fossi stato presidente, avrei vinto in Vietnam molto rapidamente», ha affermato in un’intervista alla CNBC, aggiungendo che ha conquistato il Venezuela in soli 45 minuti.
Il presidente ha anche sottolineato che «il tempo non è il mio nemico» e ha espresso irritazione verso chi sostiene che abbia promesso di sconfiggere l’Iran in sei settimane. «Non lascerò che ci mettano fretta nell’accettare un accordo non vantaggioso», ha affermato.
Ribadendo a CNBC, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti «finiranno con il fare un grande accordo» per porre fine alla guerra. Si autodefinisce un maestro della «diplomazia coercitiva», costringendo i nemici a cedere alle richieste americane, pena la minaccia di attacco.
Alternando la posizione aggressiva con promesse di rinascita per l’Iran, Trump ha detto che un accordo porterebbe a un futuro brillante per l’«incredibile popolo iraniano», contrapposto a una leadership «dura e non positiva». Nonostante desideri risultati rapidi, si è trovato a dover affrontare un regime noto per la sua resilienza e capacità di resistere pressione, mentre sostiene che l’embargo stia causando difficoltà all’Iran.
Nell’ultimo periodo, Trump ha tentato di esercitare pressione sugli iraniani, sostenendo che si siano già arresi e che stiano valutando di consegnare «polvere nucleare». Questa affermazione è stata però respinta come falsa dal regime, segnalando un deterioramento nei negoziati.
Secondo il Wall Street Journal, diversi consiglieri della Casa Bianca hanno raccomandato a Trump di limitare il numero di interazioni con i media riguardo ai negoziati. Spesso, il presidente ha condiviso con la portavoce Karoline Leavitt l’anticipazione di rivelare notizie importanti legate ai colloqui.
Recentemente, Stati Uniti e Iran sembravano vicini a un accordo. Tuttavia, le dichiarazioni di Trump e il sequestro di una nave iraniana che tentava di eludere l’embargo nel Golfo dell’Oman hanno complicato la situazione.
Inoltre, le dichiarazioni contrastanti riguardo al viaggio di JD Vance in Pakistan evidenziano una certa confusione, accentuata dalle divisioni interne all’Iran, dove diverse fazioni si oppongono a un’intesa.
Malgrado la crescente impopolarità della guerra tra gli americani e l’aumento dei prezzi del petrolio, Trump insiste di non sentire pressione nel raggiungimento di un accordo. Ha scritto su Truth che eviterà di bombardare l’Iran finché i negoziatori iraniani non presenteranno una «proposta unitaria», estendendo quindi il cessate il fuoco a tempo indeterminato.