Roma, 22 aprile 2026 – L’ambasciatore russo Aleksej Paramonov è stato ricevuto questa mattina al ministero degli Esteri italiano in merito agli attacchi e agli insulti rivolti dalla figura filoputiniana Vladimir Solovyev alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni. Durante l’incontro, la Farnesina ha espresso “profonda indignazione” per le inaccettabili offese rivolte alla Meloni, dal conduttore televisivo, riporta Attuale.
Paramonov ha dichiarato di essersi già dissociato dalle affermazioni di Solovyev e ha ripetuto questa posizione durante l’incontro. Ha sottolineato che “il governo e le istituzioni russe non hanno mai, in alcun modo, attaccato la presidente del Consiglio”.
La risposta di Meloni
In risposta agli insulti, Meloni ha sottolineato: “Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada. Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine”. Questa dichiarazione è stata condivisa in un post su X.
Gli insulti di Solovyev
Solovyev ha esordito dicendo “Vergogna della razza umana”, lanciando una serie di offese irripetibili, sessiste e offensive. In un successivo intervento, ha definito Meloni “fascista”, accusandola di aver tradito i suoi elettori e affermando che “tradimento è il suo secondo nome”. Ha criticato il tentativo di mediazione delle politiche italiane, citando un presunto abbandono verso Trump e sottolineando come la posizione filo-ucraina e anti-russa di Meloni rimanga ferma, evidenziando le tensioni nel rapporto tra Roma e Washington.