Riapertura dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi: nuovi sviluppi da Garlasco
GARLASCO (Pavia) – È stata riaperta l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, con significativi sviluppi tra la Procura di Pavia e la Procura Generale di Milano. I misteriosi “audio“, oggetto di dibattito televisivo, sono stati formalmente depositati presso l’ufficio della Procura Generale di Milano, come annunciato dallo Studio legale Gasperini Fabrizi di Roma. Oggi è atteso un incontro tra il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, e la procuratrice generale Francesca Nanni, per discutere la possibile chiusura dell’inchiesta. Nonostante le aspettative di un esito imminente, i termini di indagine non scadranno prima di fine luglio, a meno di ulteriori proroghe. Qualora la Procura di Pavia decidesse di chiedere il rinvio a giudizio per l’indagato Andrea Sempio, si porrebbe la questione del rapporto con la sentenza già emessa contro Alberto Stasi, condannato per lo stesso omicidio, valutando un possibile concorso di reati, riporta Attuale.
Le attuali indagini sono gravate da sospetti di “influenza indebita” sulla loro conduzione e sulla copertura mediatica, emersi da recenti registrazioni audio discusse dalla criminologa Roberta Bruzzone. Durante una trasmissione del programma Quarto Grado, Bruzzone ha dichiarato di essere “persona informata sui fatti” e ha descritto un’indagine difensiva che la coinvolge, ipotizzando l’esistenza di calunnie nelle conversazioni registrate, che vedrebbero coinvolti tre interlocutori in più conversazioni nel corso di giornate ravvicinate.
Nonostante il deposito formale degli audio, il contenuto rimane sconosciuto. Tuttavia, recentemente è emerso che uno degli interlocutori è l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi. De Rensis ha commentato l’esposto, sottolineando che è “illogico pensare che un singolo individuo possa da solo orientare tutta la stampa italiana e le indagini”. Nella puntata del programma FarWest su Rai3, Bruzzone ha dichiarato che negli audio ci sia una ricostruzione che implica tre persone sul luogo del delitto: Stefania Cappa, Michele Bertani e Andrea Sempio, ma ha definito tali informazioni come “farneticanti”, sostenendo che il colpevole rimane già in carcere, ovvero Alberto Stasi. Ha inoltre espresso preoccupazione per chi alimenta una pista investigativa inesatta.