La Svizzera chiede all’Italia 108mila euro per spese mediche dei feriti in Crans-Montana, Meloni: “Richiesta ignobile”

25.04.2026 09:55
La Svizzera chiede all'Italia 108mila euro per spese mediche dei feriti in Crans-Montana, Meloni: “Richiesta ignobile”

Crans-Montana, la Svizzera richiede all’Italia il rimborso delle spese mediche per i feriti: Meloni definisce la richiesta “ignobile”

La Svizzera chiederà all’Italia un rimborso di 102mila franchi (circa 108mila euro) per le spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion a seguito del ricovero di tre giovani italiani feriti nell’incendio del Le Constellation, a Crans-Montana, la notte di Capodanno. La premier Giorgia Meloni ha espresso il suo sdegno definendo “ignobile” questa richiesta. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha chiarito che l’Italia non intende pagare, affermando: “Ovviamente non pagheremo, non c’è alcuna responsabilità italiana in quanto è accaduto”, riporta Attuale.

La tensione diplomatica tra Italia e Svizzera è aumentata dopo un incontro tra l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, e il presidente del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, il quale ha dichiarato di non avere margini normativi per coprire le spese. Solo pochi giorni prima, l’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, aveva minimizzato la questione, definendola “un disguido”, affermando che la richiesta di pagamento era una semplice comunicazione informativa. Tuttavia, Cornado ha riscontrato che i costi del ricovero saranno addebitati alla mutua svizzera Lamal, che richiederà il rimborso al ministero della Salute italiano.

Da parte svizzera, si invoca una procedura dell’UE che permette la copertura gratuita delle cure per i cittadini all’estero, ma gli italiani chiedono una deroga data la gravità dell’incidente. Cornado ha sottolineato come un addebito di oltre 100mila franchi per un giorno di ricovero sia eccessivo, ponendo l’accento che la responsabilità sia da ricercarsi nell’inadempienza delle autorità locali nel garantire la sicurezza, evidenziando che le uscite di sicurezza erano sigillate durante l’incendio.

In aggiunta, si evidenzia un trattamento discriminatorio nei confronti dei cittadini svizzeri che, curati per lungo tempo all’ospedale Niguarda di Milano, non hanno ricevuto richieste di rimborso per le loro spese mediche. “Pretendiamo parità di trattamento,” ha affermato Cornado.

Fabrizio Ventimiglia, legale di una delle famiglie dei feriti, ha criticato la Svizzera per non assumere le sue responsabilità economiche e ha affermato: “Chi ha il dovere di garantire la sicurezza e non lo fa, non può limitarsi ad applicare freddamente una norma contabile.” Umberto Marcucci, padre di uno dei ragazzi assistiti in Svizzera, ha concordato con il fatto che l’Italia non debba pagare per il ricovero dei suoi cittadini.

Infine, l’ambasciatore Cornado ha aggiornato sul supporto economico previsto per le famiglie colpite: il Cantone del Vallese garantirà un’assistenza di 50mila franchi a partire da metà maggio e ulteriori indennizzi e danni morali possono essere richiesti dalle famiglie secondo la Legge sull’Assistenza alle Vittime di Reati.

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