Roma, 25 aprile 2026 – Il mercato della prostituzione in Italia vale 5 miliardi di euro: esattamente 4,7 nel report Istat sull’economia non osservata. Questa cifra, pubblicata nel 2024 ma riferita al 2022, segna una crescita del 4%. Il valore aggiunto, utilizzato per il calcolo del Pil, ha raggiunto 4 miliardi con un incremento del 4,3%. Tuttavia, nel medesimo anno, il settore della droga ha evidenziato un valore di spesa per consumi finali di 17,2 miliardi di euro, con un aumento di 1,3 miliardi, riporta Attuale.
Il profitto della prostituzione nel mondo
Espandendo l’analisi a livello globale, i guadagni nel settore della prostituzione ammontano a 172,6 miliardi di dollari, come documentato dal report 2024 dell’International Labour Organization (Ilo), agenzia delle Nazioni Unite specializzata in questioni lavorative e politiche sociali. Questa cifra rappresenta il 73% dei profitti illeciti derivanti dal lavoro forzato, coinvolgendo però solo il 27% delle persone ‘schiavizzate’. Lo sfruttamento sessuale emerge come la forma più lucrativa, generando profitti di 27mila dollari per ogni vittima.
Quante sono le prostitute nel mondo
Determinare il numero esatto di prostitute nel mondo è complesso. Le stime delle organizzazioni internazionali indicano che oltre 50 milioni di persone sono vittime della tratta, includendo anche lo sfruttamento sessuale. Secondo il rapporto del 2025 dell’associazione Papa Giovanni XXIII, basato su dati Eurostat, in Europa nel 2024 sono state registrate oltre 10mila vittime di tratta, di cui il 63% sono donne e ragazze.
Quante sono le prostitute in Italia
In Italia, le stime fornite da Pia Covre suggeriscono che i lavoratori del sesso siano circa 100mila, mentre nel 2022 si contavano tre milioni di clienti. Anche in questo caso, si tratta di valutazioni approssimative, in quanto il settore comprende molti lavoratori occasionali.
La dichiarazione dei redditi di una escort
Dal 1 aprile 2025 è in vigore una nuova classificazione Ateco dell’Istat: nel codice 96.99.92 rientrano le “attività connesse alla vita sociale”, tra cui quelle di accompagnatori e di agenzie di incontro. Questa nuova normativa include anche la “fornitura o organizzazione di servizi sessuali” e “l’organizzazione di eventi di prostituzione o gestione di locali di prostituzione”. Tuttavia, queste attività devono riferirsi ai “servizi legali”: soltanto in tal caso i guadagni possono essere inclusi nella dichiarazione dei redditi.