Aosta, 25 aprile 2026 – Nuove sviluppi emergono nel duello Italia-Svizzera riguardo al pagamento delle spese sanitarie per le cure prestate a 4 ragazzi italiani feriti nel rogo di Crans Montana. Se inizialmente il Cantone del Vallese aveva informato di non poter coprire i 108 mila euro di spese sanitarie sostenute dall’Ospedale di Sion, oggi l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) ha specificato: “Le disposizioni sull’assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni si applicano anche alle vittime del rogo di Crans-Montana”. In sostanza, la Svizzera pagherà., riporta Attuale.
“Una persona affiliata all’assicurazione malattie legale di uno Stato dell’Ue o dell’Aels che subisce un infortunio non professionale in Svizzera – prosegue – ha diritto all’assistenza medica negli ospedali svizzeri nella stessa misura delle persone assicurate in Svizzera. Lo stesso vale nel caso contrario, vale a dire se una persona assicurata in Svizzera subisce un infortunio o è sottoposta a cure in un ospedale in uno Stato dell’Ue o dell’Aels”. Questa assistenza reciproca in materia di prestazioni “agevola la libera circolazione delle persone e vale a livello europeo in tutti gli Stati dell’UE e dell’AELS”, ha aggiunto l’ufficio del governo svizzero.
“Le spese di cura occorse – viene ancora precisato – sono disbrigate in Svizzera dall’Istituzione comune LAMal secondo le disposizioni della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) e rimborsate a titolo provvisorio al fornitore di prestazioni svizzero, per esempio l’ospedale. In seguito vengono fatturate all’assicuratore malattie estero competente, non alla persona interessata. Quest’ultima riceve semplicemente una fattura per controllo”. La copertura delle spese per l’assistenza medica alle vittime del rogo di Crans-Montana, ha concluso l’Ufas, è garantita a prescindere dall’esito degli accertamenti in corso per stabilire le responsabilità. Le questioni relative alle eventuali responsabilità penali e ai relativi titolari rimangono oggetto dell’indagine penale in corso, ancora non conclusa.
L’ambasciatore: “Se arrivano le fatture le rimandiamo indietro”
“Non pagheremo né ora, né mai queste fatture, qualora arrivassero al ministero della Salute l’Italia le rimanderà indietro”, ha ribadito l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, evidenziando che “noi abbiamo aiutato il Canton Vallese mandando un elicottero della Protezione civile per dare soccorso, trasportando e ricoverando per mesi pazienti svizzeri al Niguarda senza chiedere nulla in cambio. Pretendiamo reciprocità e non c’è nulla da negoziare. Chiediamo che queste fatture vengano pagate dalle autorità locali, se non lo facessero e ce le inviassero, le rispediremmo al mittente”.
“Gli italiani sono stati ricoverati per un solo giorno”responsabilità morale delle autorità locali svizzere nell’incidente di Crans-Montana e per le spese già sostenute dall’Italia per il rimpatrio delle salme e per le cure dei nostri feriti a causa dell’incuria e dell’irresponsabilità del gestore e delle autorità locali”.
“Per i cittadini svizzeri ricoverati in Italia, il Niguarda non manderà alcun conto (che sarebbe molto più alto della cifra chiesta all’Italia)”, ha concluso l’ambasciatore.