Aung San Suu Kyi torna in detenzione domiciliare dopo anni di repressione
La giunta militare del Myanmar ha annunciato che l’ex leader Aung San Suu Kyi sconterà il resto della sua pena in detenzione domiciliare. Contestualmente, è stata diffusa la sua prima immagine pubblica da anni, in cui appare mentre dialoga con due ufficiali. Non è chiaro il luogo in cui si troverà, se a casa o altrove, ma fonti della giunta hanno confermato che rimarrà sotto il controllo militare, riporta Attuale.
Aung San Suu Kyi, oggi 80enne, è stata arrestata durante il colpo di stato militare del 2021, insieme a numerosi collaboratori, con accuse ritenute politicamente motivate. Ha iniziato a scontare una pena detentiva in carcere, passando poi per periodi di detenzione domiciliare e una successiva reclusione in una prigione militare a Naypyidaw. Negli ultimi anni, le informazioni sulla sua situazione sanitaria erano state rarefatte a tal punto che la famiglia aveva richiesto alla giunta di confermare che fosse ancora viva. La sua pena, inizialmente fissata a 33 anni, è stata ridotta di sei anni e, solo poche settimane fa, è stata nuovamente diminuita di quattro anni e mezzo.
Aung San Suu Kyi è una figura politica complessa, al centro della storia del Myanmar per oltre tre decenni. Nata come attivista per la democrazia durante la dittatura militare successiva al colpo di stato del 1963, è diventata leader non violenta e prigioniera politica vincitrice del premio Nobel per la Pace nel 1991. Dopo la sua liberazione nel 2010, ha guidato l’opposizione e, in seguito a una vittoria elettorale nel 2015, è diventata la leader de facto del paese, sebbene molte aspettative sull’attuazione della democrazia siano state disattese.