Ricorso alla CEDU contro l’Italia per la tutela di attivisti arrestati da Israele
Gli avvocati della Global Sumud Flotilla hanno presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) contro lo Stato italiano, accusandolo di non aver tutelato adeguatamente due attivisti – il brasiliano Thiago Avila e il palestinese Saif Abu Keshek, cittadino spagnolo e svedese – arrestati dalle autorità israeliane venerdì scorso mentre si trovavano su un’imbarcazione con bandiera italiana, riporta Attuale.
La missione della Global Sumud Flotilla, composta da 58 imbarcazioni, era partita il 26 aprile dalla Sicilia con l’obiettivo di rompere il blocco navale israeliano su Gaza, portando cibo e aiuti umanitari. Giunte in acque internazionali vicino a Creta, circa venti barche erano state bloccate dalla marina militare israeliana, che ha fatto sbarcare circa 170 attivisti, inclusi 23 italiani, per il rimpatrio forzato.
Avila e Abu Keshek sono stati trasportati ad Ashkelon, città israeliana sulla costa sud, per essere interrogati. Le autorità israeliane hanno dichiarato che Avila è sospettato di affiliazione a un’organizzazione terroristica, mentre Abu Keshek è accusato di attività illegali. I due attivisti hanno informato i loro legali di essere stati picchiati dalle forze israeliane e costretti a mantenere posizioni forzate mentre si trovavano in mare. Gli organizzatori della missione stanno esercitando pressioni affinché siano liberati al più presto.