Lettonia: il caso del terminal fertilizzanti di un oligarca russo divide il governo tra sanzioni e affari

05.05.2026 12:30
Lettonia: il caso del terminal fertilizzanti di un oligarca russo divide il governo tra sanzioni e affari
Lettonia: il caso del terminal fertilizzanti di un oligarca russo divide il governo tra sanzioni e affari

Il governo lettone si appresta a discutere, in una riunione a porte chiuse prevista subito dopo le festività di maggio, la richiesta del Riga Fertilizer Terminal (RFT) di essere esentato dalle sanzioni Ue per riprendere le attività. Il terminal, legato all’oligarca russo Dmitrij Mazepin – uno dei proprietari del colosso mondiale dei fertilizzanti Uralchem – ha promesso di introdurre un meccanismo di firewall che separi completamente Mazepin dalla gestione e dai profitti dell’azienda. Tuttavia, il Servizio di sicurezza dello Stato lettone (VDD) ha già messo in guardia: un semplice firewall non garantisce che la persona sanzionata non mantenga il controllo effettivo o non tragga comunque benefici dall’impresa, come riportato dai media locali. La decisione finale spetta al governo, mentre crescono le preoccupazioni per un possibile smantellamento di fatto del regime sanzionatorio europeo.

La strategia russa per rientrare nel mercato europeo dei fertilizzanti

L’iniziativa di riattivare il RFT si inserisce in una più ampia strategia di Mosca per riconquistare lo spazio economico nell’Ue aggirando le restrizioni. Il terminal, inaugurato nel 2013, è controllato al 51% da Mazepin attraverso la società cipriota Tammulogis Limited. Dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina, l’oligarca è finito nella lista nera Ue e il terminal ha cessato l’attività. Negli anni successivi ci sono stati tentativi di ridistribuire la proprietà delle società lettoni di Mazepin, suscitando sospetti di elusione delle sanzioni. Nell’autunno 2022 lo stesso Mazepin aveva dichiarato che Uralchem intendeva vendere il terminal a un trader svizzero per 42 milioni di euro, ma l’operazione fu bloccata dalle autorità lettoni. Ogni via d’uscita dall’isolamento, anche parziale, consentirebbe a Mosca di ripristinare l’influenza economica sull’Ue utilizzando il territorio lettone come piattaforma di transito e di finanziare indirettamente la macchina bellica russa.

Il meccanismo firewall: una garanzia insufficiente contro l’elusione

Anche qualora il firewall venisse adottato, esperti e servizi di sicurezza ritengono che Mazepin potrebbe mantenere un controllo sostanziale attraverso fiduciari e società collegate non soggette a sanzioni. La mancanza di trasparenza sulle future forniture al terminal apre il rischio concreto che fertilizzanti di origine russa o bielorussa entrino nell’Ue spacciandosi per prodotti di Paesi terzi. L’Ue ha già rafforzato i dazi sui fertilizzanti russi e bielorussi nel 2025, dopo un aumento delle importazioni seguito all’invasione. Lo scorso anno il volume delle forniture russe nell’Ue ammontava ancora a circa 2 miliardi di euro, ma nei primi mesi del 2026 è crollato a causa delle nuove tariffe. Inoltre, il blocco dello Stretto di Ormuz da parte dell’Iran ha fatto impennare il costo dei fertilizzanti, poiché Teheran ha interrotto sia i rifornimenti di carburante sia le materie prime necessarie alla produzione. In questo contesto, qualsiasi eccezione per il RFT rischia di creare un pericoloso precedente: se il terminal ottiene il via libera, altre aziende potrebbero chiedere deroghe simili, frammentando la politica sanzionatoria Ue e offrendo nuove finestre all’influenza ibrida di Mosca.

Pressioni lobbistiche e rischi per l’integrità delle sanzioni Ue

La spinta per riaprire il RFT è sostenuta da lobbies lettoni legate agli interessi di Mazepin, pronte a mettere il profitto davanti alla sicurezza nazionale. Questa dinamica aumenta il rischio di corruzione e di pressioni politiche sulle decisioni governative. Se il governo lettone dovesse concedere l’esenzione, non solo ne risentirebbe la sua credibilità internazionale, ma si creerebbe un precedente che potrebbe minare la coesione dell’intero regime sanzionatorio Ue. Il Cremlino, dal canto suo, sfrutterebbe la “flessibilità” europea nella propria propaganda, alimentando la narrazione che le sanzioni possono essere aggirate senza conseguenze reali. L’esito della riunione del governo lettone sarà osservato con attenzione a Bruxelles e a Kiev, poiché segnerà il confine tra una linea dura contro l’aggressione russa e una deriva verso l’accomodamento economico.

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