Israele proroga la detenzione di attivisti della Flotilla
Il tribunale di Ashkelon, in Israele, ha accettato la richiesta della polizia di prorogare di sei giorni, quindi fino a domenica, la detenzione in carcere di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, gli attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati il 29 aprile e trasferiti in un carcere israeliano per essere interrogati. Entrambi si trovavano a bordo di barche italiane ed erano in acque internazionali, al largo dell’isola di Creta, quando erano stati bloccati dalla marina israeliana: fanno parte del comitato direttivo della Flotilla, riporta Attuale.
Il gruppo per i diritti umani Adalah, che li assiste, ha dichiarato che i due sono sospettati da Israele di aver aiutato Hamas e di far parte di un’organizzazione terroristica. Due avvocate che li avevano incontrati lunedì hanno riferito che entrambi sono detenuti in isolamento e in celle con illuminazione ad alta intensità per 24 ore su 24, una pratica impiegata nel sistema carcerario israeliano per privare i detenuti del sonno e disorientarli.
Sia Ávila che Abu Keshek hanno dichiarato di aver subito maltrattamenti e abusi psicologici, e hanno avviato uno sciopero della fame. Questa situazione solleva preoccupazioni significative riguardo ai diritti umani e alle condizioni di detenzione in Israele, portando organismi internazionali a chiedere maggiore trasparenza e protezione per i detenuti.
La questione dei diritti dei prigionieri e delle pratiche carcerarie rimane un argomento di acceso dibattito, con molti che chiedono una revisione delle norme e un’analisi più approfondita delle accuse rivolte agli attivisti. La Flotilla continua a mobilitare l’attenzione a livello internazionale, evidenziando le tensioni persistenti nella regione e la necessità di un dialogo costruttivo.