Regolarizzazione di 500mila immigrati in Spagna: avvio controverso e opposizione della destra

05.05.2026 17:45
Regolarizzazione di 500mila immigrati in Spagna: avvio controverso e opposizione della destra

In Spagna avviata regolarizzazione per 500.000 immigrati, ma polemiche infuriano

Negli ultimi quindici giorni, la Spagna ha avviato una vasta procedura di regolarizzazione che potrebbe coinvolgere fino a 500.000 immigrati. Le lunghe code di fronte agli uffici pubblici nelle principali città, con accampamenti notturni per garantire un appuntamento, hanno evidenziato le difficoltà dell’amministrazione di fronte a migliaia di pratiche contemporanee. Questi problemi di ordine pubblico e l’inefficienza degli uffici sono stati un tema caldo per l’opposizione di destra. La regolarizzazione, decisa dal governo socialista di Pedro Sánchez, segna un approccio migratorio differente rispetto alle politiche più restrittive di altri paesi e istituzioni europee, riporta Attuale.

Questa misura consente a centinaia di migliaia di stranieri già residenti in Spagna di lavorare e vivere legalmente nel paese per un anno, con possibilità di proroga. È considerata un passaggio intermedio per molti, in particolare sudamericani, verso l’ottenimento della cittadinanza spagnola.

La regolarizzazione e la politica migratoria del governo Sánchez sono al centro del dibattito politico nazionale. Il Partito Popolare (PP), in passato favorevole a misure simili, si è ora opposto energicamente, modificando le sue posizioni per rispondere all’ascesa dell’estrema destra di Vox, che ha fatto dell’immigrazione il fulcro delle sue campagne.

Le misure sono particolarmente criticate nelle regioni a guida destra; la presidente di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha addirittura presentato ricorso alla Corte Suprema, sostenendo che la regolarizzazione comprometta i servizi pubblici e la «sicurezza nazionale».

Il decreto per la regolarizzazione è entrato in vigore il 16 aprile, con scadenza per le domande fissata al 30 giugno. I requisiti non sono particolarmente severi: essere in possesso di un passaporto valido, essere entrati in Spagna prima del 31 dicembre 2025, aver risieduto nel paese per almeno cinque mesi continuativi e non avere precedenti penali. Gli uffici, preposti a gestire migliaia di pratiche, hanno registrato un incremento delle richieste di cinque-dieci volte negli ultimi giorni, creando lunghe code e situazioni di disagio.

Antonia Flores Martínez, avvocata e volontaria di Acogem, una ONG che fornisce supporto ai migranti, ha sottolineato come il certificato di vulnerabilità, introdotto all’ultimo minuto, abbia complicato ulteriormente le procedure. Parallelamente, María Rodríguez, direttrice dell’ONG Centro Pueblos Unidos, ha evidenziato il nervosismo degli immigrati rispetto a questa opportunità storica, che ha spinto molti a presentare le domande in modo affrettato.

Nonostante le lunghe attese e le complicazioni, molte ONG hanno sperimentato un miglioramento nella gestione delle pratiche e le code si sono accorciate. Tuttavia, l’ottenimento di certificati penali da alcuni paesi africani rimane una criticità. Per affrontare problematiche simili, il governo ha previsto delle eccezioni per coloro che possono dimostrare di aver avuto difficoltà a ottenerli.

Qualora sia accettata, la domanda permetterà a un numero significativo di immigrati di lavorare legalmente e accedere ai servizi sociali, riflettendo una strategia destinata a rispondere anche alle esigenze del mercato del lavoro, in particolare nei settori agricolo e industriale.

Il governo spagnolo stima che tra i 150.000 e i 200.000 stranieri potrebbero beneficiare di questa regolarizzazione. Attualmente, in Spagna risiedono circa 10 milioni di persone nate all’estero, e una parte significativa di queste, in particolare da paesi ispano-americani, ha la possibilità di acquisire la cittadinanza dopo due anni di residenza legale.

Il Partito Popolare, all’opposizione, ha criticato aspramente la regolarizzazione definendola «irresponsabile» e «ingenua», sostenendo che potrebbe aggravare ulteriormente la situazione sociale in Spagna. In sintesi, il dibattito sull’immigrazione continua a polarizzare l’opinione pubblica, con sondaggi che mostrano un significativo spaccato tra favorevoli e contrari a questa iniziativa.

Con le elezioni municipali previste a Madrid nel 2027, la presidente Ayuso si trova a dover confrontare la gestione dell’immigrazione con le aspettative di un elettorato sempre più diversificato, in un contesto politico in cui la questione migratoria diventa un tema cruciale per la sua strategia.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere