In un significativo sviluppo per la protezione ambientale, la Grecia ha recentemente annunciato l’inserimento di 13 nuove spiagge e siti marini a tutela dei suoi ecosistemi, dove sarà vietato installare ombrelloni, lettini e altre strutture commerciali. Questa iniziativa, sottoscritta il 24 aprile dai ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, mira ad ampliare il numero di zone lasciate incontaminate, le cosiddette “Apatites Paralies”, riporta Attuale.
Queste aree, dove l’accesso è garantito a tutti senza oneri, non consentono alcuna attività che possa compromettere l’ambiente. L’obiettivo è permettere a chiunque di godere del mare greco senza recare danno agli ecosistemi locali, preservando la biodiversità e le bellezze naturali.
E l’Italia? Record negativo nel Mediterraneo
Questo contrasto appare ancor più marcato se si considera la situazione in Italia. Secondo i recenti dati dell’Ispra e di Legambiente, il 33% delle coste italiane è occupato da stabilimenti, un numero che, tuttavia, è considerato “truccato” poiché include anche scogliere e porti. Solo il 41% delle coste è costituito da spiagge sabbiose adatte alla balneazione. In alcune regioni, come Liguria, Emilia-Romagna e Campania, la privatizzazione delle spiagge supera addirittura il 70%.
A titolo di confronto, in Croazia e Portogallo, le spiagge privatizzate rappresentano solo il 5% del totale, mentre in Francia e Spagna scendono al 2%. L’Italia detiene quindi il primato negativo nel Mediterraneo, superata in questo triste dato solo dall’Ungheria, con il 100% delle rive lacustri privatizzate.
In Grecia solo il 15% delle spiagge è privatizzato
Tornando alla Grecia, è interessante notare che solo il 15% delle sue spiagge è attualmente privatizzato. Il progetto “Apatites Paralies”, avviato nel 2024, continua a crescere come parte della nuova strategia contro l’overtourism e per promuovere una gestione sostenibile delle coste. Questa iniziativa è fondamentale in un contesto in cui gli ecosistemi marini affrontano gravi sfide a causa dello sviluppo urbano e dei cambiamenti climatici.
Le aree marine protette in Grecia includono non solo le coste ma anche diverse isole, come Lesbo, Syros e Ikaria. Le spiagge protette non possono essere oggetto di aste o concesse per scopi commerciali. Esse sono soggette a regolamentazioni severe, con multe per chi non rispetta le norme, inclusi divieti su edifici, recinzioni e installazioni di ombrelloni. Le sanzioni possono raggiungere fino a 60.000 euro. Coloro che intendono visitare queste spiagge dovrebbero informarsi tramite l’app Mycoast, dove sono disponibili tutte le normative relative alle aree balneabili.