Trump annuncia un accordo non definitivo con l’Iran mentre i media iraniani smentiscono

31.05.2026 11:55
Trump annuncia un accordo non definitivo con l'Iran mentre i media iraniani smentiscono

Trump crea aspettative su accordo con l’Iran, ma la realtà è diversa

Il presidente statunitense Donald Trump ha suscitato grandi attese riguardo a un possibile accordo preliminare con l’Iran per la cessazione delle ostilità. Tuttavia, il consueto schema di comunicazione viene ripetuto: termini come «finale» e «definitivo» vengono utilizzati per annunciare una decisione imminente, ma la realtà si rivela ben diversa, riporta Attuale.

Venerdì scorso, Trump ha alimentato le speculazioni con un post sui social media prima di una riunione alla Casa Bianca, affermando di essere pronto a prendere una «decisione finale» riguardo all’approvazione di un accordo. Nel frattempo, media iraniani hanno smentito le sue affermazioni. La riunione si è conclusa due ore dopo senza che venisse comunicato alcun accordo, mentre Trump, già nel fine settimana precedente, aveva affermato che un’intesa era vicina.

Secondo il New York Times, basandosi su fonti governative statunitensi, l’esito della riunione è stato inaspettato. Trump ha riformulato le condizioni per un accordo, presentando una nuova proposta di cui però non sono stati forniti dettagli. Funzionari hanno indicato che queste modifiche intendono esercitare pressione sul regime iraniano.

Le nuove condizioni riguardano in particolare i beni iraniani congelati all’estero, su cui Trump non sembra voler cedere. Al contempo, il portale Axios ha rivelato che le modifiche comprenderebbero aspetti legati al programma nucleare iraniano, una questione su cui c’è notevole distanza e il regime non sembra disposto a cedere.

Nel post di venerdì, Trump ha menzionato termini che il regime iraniano considera inaccettabili, come la consegna di scorte di uranio arricchito, fondamentale per la produzione di armi nucleari, e l’ispezione di siti nucleari statunitensi che erano stati bombardati nel 2025. Secondo Axios, Trump ha voluto stabilire i tempi entro cui tali richieste dovrebbero essere soddisfatte.

Inoltre, Trump ha espresso frustrazione per la lentezza del regime iraniano nelle risposte alle proposte statunitensi, dovuta alla presenza di mediatori, in particolare il Pakistan, e alle difficoltà del leader iraniano Mojtaba Khamenei. Khamenei, ancora in preda a timori di attacchi da parte dei servizi segreti di Israele e Stati Uniti, comunica solo attraverso messaggi scritti trasmessi con difficoltà.

Un funzionario statunitense ha rivelato a Axios che trascorrono in media tre giorni prima che il regime fornisca una risposta. I recenti bombardamenti statunitensi in Iran, sebbene limitati, sono stati interpretati come un tentativo di accelerare le risposte da parte del regime, così come le affermazioni del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, che ha dichiarato che gli Stati Uniti sono «più che capaci» di riavviare la guerra.

Va notato che l’accordo in discussione non rappresenterebbe un vero accordo di pace, ma un’intesa preliminare che impegnerebbe le parti a ulteriori negoziati, lasciando in sospeso questioni centrali, in particolare quelle legate al nucleare. Tra i punti discussi vi è la proposta di prolungare di 60 giorni il cessate il fuoco, già in vigore senza scadenze ufficiali.

Negli ultimi giorni, un vecchio post di Trump datato 2020 ha ripreso vigore sui social, dove affermava: «L’Iran non ha mai vinto una guerra, ma non ha mai perso un negoziato», una frase che molti osservatori ritengono sintetizzante della situazione attuale.

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