Vicenza, 31 maggio 2026 – Un attentato incendiario ha colpito la notte scorsa l’abitazione di Adriano Cappellari, un giovane cronista vicentino noto per il suo lavoro sulla situazione di Caivano (Napoli) e sull’attività di don Maurizio Patriciello. L’evento si è verificato a Enego, in provincia di Vicenza, dove ignoti hanno lanciato una o più molotov contro la proprietà del giornalista. Oltre a questo, sono state trovate bombole di gas e una lettera di minacce, indirizzate non solo a Cappellari, ma anche alla premier Giorgia Meloni, riporta Attuale.
Quello subito da Cappellari non è un episodio isolato, poiché ha già ricevuto lettere anonime contenenti minacce e richieste di interrompere la sua attività, alcune delle quali erano accompagnate da riferimenti specifici ai suoi articoli e fotografie. Cappellari, 20 anni, collabora con il quotidiano Il Giornale di Vicenza e il quindicinale locale L’Altopiano, ed è emerso nel panorama nazionale grazie al suo impegno nel descrivere la difficile realtà di Caivano e per il suo sostegno a don Maurizio Patriciello.
Meloni: “Attacco irricevibile alla libertà di stampa”
È scattata un’ondata di solidarietà dal mondo politico e dall’Ordine dei giornalisti. Tra i messaggi, spicca quello della stessa Meloni: “Voglio esprimere tutta la mia vicinanza ad Adriano Cappellari, oggetto questa notte di un gravissimo attentato incendiario nella sua abitazione a Enego. Minacciare un cronista che sceglie di fare luce su realtà difficili come quella di Caivano e sul prezioso impegno di chi, come don Maurizio Patriciello, è in prima linea al servizio della propria comunità, è inaccettabile e rappresenta un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione – afferma la presidente del Consiglio –. Sono certa che Adriano Cappellari non si farà intimidire e che continuerà a portare avanti il suo lavoro, come ha fatto finora. L’Italia ha bisogno di giovani coraggiosi come lui, che non hanno paura di denunciare e di documentare ciò che non funziona, per tentare di cambiarlo e rendere la nostra società più giusta e forte. Un abbraccio ad Adriano, alla sua famiglia e ai suoi colleghi della redazione de L’Altopiano.”
Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha definito l’accaduto “un salto di qualità inquietante” e ha ribadito la vicinanza al giornalista, affermando che “nessuno deve sentirsi solo quando esercita con serietà e coraggio il diritto-dovere di informare”. “Sia chiaro: ogni attacco alla stampa è un attacco ai valori fondamentali della nostra democrazia e della convivenza civile”, ha aggiunto. Anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha sottolineato che “ogni minaccia rivolta a un cronista costituisce un attacco al diritto dei cittadini a essere informati”, evidenziando che è necessario ribadire con fermezza che lo Stato non arretra di fronte a chi tenta di diffondere paura e violenza.