Libertà di Stampa in Italia: il Punto Più Basso negli Ultimi 25 Anni
Per la prima volta nei 25 anni di storia dell’indice redatto da Reporter Senza Frontiere, la libertà di stampa nel mondo ha raggiunto il punteggio più basso. Nel 2026, l’Italia è scesa dalla 49esima posizione del 2025 alla 56esima, con la libertà di stampa che «continua ad essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare, nel sud del Paese», come riportato nel report. Inoltre, si evidenzia il tentativo della classe politica di ostacolare l’informazione libera in materia giudiziaria attraverso una «legge bavaglio». Secondo l’ong parigina, «i professionisti dei media ricorrono talvolta all’autocensura, sia per la linea editoriale della propria testata sia per timore di potenziali azioni legali».
Il rapporto segnala anche che «la Rai, principale emittente pubblica del Paese, sta subendo crescenti interferenze dirette», mirate a trasformarla in uno strumento di comunicazione politica al servizio del governo. A livello globale, la libertà di stampa è in declino in cento dei 180 Paesi e territori valutati, con oltre la metà delle nazioni che presentano situazioni classificate come «difficili» o «molto gravi» (52,2 per cento), rispetto al 13,7 per cento monitorato nel 2002, quando Rsf ha iniziato a pubblicare la sua classifica.
Un dato allarmante è che la percentuale della popolazione mondiale che vive in un Paese con una situazione considerata «buona» per la libertà di stampa è scesa dal 20% a meno dell’1%. Solo sette nazioni del Nord Europa, guidate dalla Norvegia, rientrano in questa categoria. Rsf evidenzia che gli Stati dell’UE «mantengono la loro posizione di leader» nell’indice, grazie anche alla recente Legge europea sulla libertà dei media, entrata in vigore nell’agosto del 2025. Tuttavia, il rapporto sottolinea come molti Paesi dell’UE, incluso la Germania, non rispettino questo provvedimento.
In Europa orientale, l’Ucraina si distingue con un miglioramento di sette posizioni, ora al 55esimo posto, nonostante il contesto dell’invasione da parte della Russia. Gli Stati Uniti, invece, hanno subito un declino di sette posizioni, attestandosi al 64esimo posto a causa della «politica sistematica» di attacchi alla stampa da parte dell’ex presidente Trump. La Russia, ferma al 172esimo posto, è considerata «una specialista nell’uso di leggi progettate per combattere il terrorismo, il separatismo e l’estremismo per limitare la libertà di stampa». Attualmente, 48 giornalisti si trovano in carcere in Russia.
Infine, Rsf ha classificato il Medio Oriente e il Nord Africa come la regione con lo stato del giornalismo «più catastrofico», menzionando il tragico bilancio di 220 giornalisti palestinesi uccisi durante il conflitto tra Israele e Hamas a Gaza, di cui almeno 70 «uccisi a causa del loro lavoro». Il rapporto ha anche notato un leggero miglioramento per la Siria, che ha guadagnato posizioni nonostante la situazione rimanga «molto grave», mentre il Niger ha subito il calo più marcato, perdendo 37 posizioni al 120esimo posto a causa di attacchi dei gruppi armati e repressioni al diritto alla libertà di stampa.
Per saperne di più, riporta Attuale.