Nuova proposta di pace tra Stati Uniti e Iran, Trump: «Accettazione porterebbe alla fine della guerra»

07.05.2026 00:15
Nuova proposta di pace tra Stati Uniti e Iran, Trump: «Accettazione porterebbe alla fine della guerra»

Avanzamento dei negoziati tra Iran e Stati Uniti per un accordo-cornice

Dalla nostra corrispondente
NEW YORK – L’Iran e gli Stati Uniti stanno negoziando un accordo-cornice su 14 punti, che è stato annunciato per la prima volta dal sito Axios. Sebbene non ci sia stato un accordo definitivo, i negoziatori affermano che le parti non sono mai state così vicine a raggiungerne uno. Questa cornice consentirebbe di dichiarare la fine della guerra e darebbe un periodo di 30 giorni per negoziare un accordo dettagliato, che si potrebbe svolgere in Pakistan o a Ginevra, per riaprire lo Stretto di Hormuz, limitare il programma nucleare iraniano e rimuovere le sanzioni americane, riporta Attuale.

Secondo Axios, il documento prevede che l’Iran accetti una moratoria sull’arricchimento nucleare, mentre gli Stati Uniti si impegnerebbero a rimuovere le sanzioni e a sbloccare miliardi di dollari di fondi iraniani. Entrambe le nazioni dovrebbero anche eliminare le restrizioni alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Tuttavia, il New York Post sottolinea che ci sono più versioni di questa proposta in discussione e che i dettagli finali non sono stati ancora definiti. Un mediatore pachistano ha riferito che l’approvazione di una delle versioni è incerta.

I nodi più complessi da sciogliere riguardano l’arricchimento dell’uranio. Gli americani hanno richiesto una moratoria di 20 anni, mentre l’Iran ha proposto un periodo di 5 anni; sembra si possa giungere a un compromesso di 12 o 15 anni. Inoltre, gli Stati Uniti desiderano includere un corollario che estenderebbe il periodo di divieto di arricchimento nel caso di violazioni da parte dell’Iran. Dopo la moratoria, gli iraniani vorrebbero riprendere l’arricchimento al 3,67%, standard civile, ma l’ex presidente Trump ha dichiarato di opporsi a questa idea, pur riconoscendo che si tratta di un livello basso.

Un’altra questione cruciale è il destino delle riserve di uranio arricchito al 60% custodite in profondità a causa dei bombardamenti americani del giugno 2025. Trump ha affermato che queste riserve verrebbero spostate negli Stati Uniti, contrariamente a quanto proposto da Putin, che aveva suggerito il trasferimento in Russia, come previsto nell’accordo Jcpoa firmato sotto l’amministrazione Obama.

Martedì sera, Trump ha annunciato la sospensione della missione “Project Freedom” nello Stretto, citando significativi progressi nei negoziati. Tuttavia, quando gli è stato chiesto se fosse opportuno rimandare un corrispondente in Pakistan per monitorare il processo, ha risposto che era ancora “troppo presto”. Ha dichiarato che le “buone possibilità di porre fine alla guerra” potrebbero addirittura realizzarsi prima della sua visita in Cina prevista per la prossima settimana, anche se ha manifestato scetticismo basandosi sulle precedenti esperienze.

Dalla parte iraniana, ci sono segnali contrastanti sullo stato delle trattative. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha riferito che il governo sta esaminando la proposta americana, mentre un altro funzionario ha descritto la proposta come una semplice “lista di desideri degli USA”. Il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito della possibilità di un nuovo attacco, caratterizzandolo come un aspetto economico nella “nuova fase della guerra”. In un incidente recente, un jet americano ha aperto il fuoco su una petroliera iraniana nel Golfo di Oman, danneggiando il timone per non aver rispettato avvertimenti sulla violazione del blocco.

Trump ha espresso orgoglio per gli iraniani nello Studio Ovale e ha dichiarato su Truth: “Se l’Iran accetta di dare quanto concordato, la leggendaria operazione Furia Epica finirà e il blocco dello Stretto di Hormuz cesserà”. Tuttavia, ha minacciato che in caso contrario, “i bombardamenti inizieranno, tristemente più intensi di prima”.

Se i punti dell’accordo saranno definiti, saranno inevitabili i confronti con il Jcpoa, l’intesa sul nucleare firmata durante la presidenza Obama dalla quale Trump si ritirò nel suo secondo mandato. I negoziatori di Trump stanno puntando a una sospensione completa dell’arricchimento per un periodo di 10-15 anni, mentre il Jcpoa prevedeva una limitazione al 3,67% per 15 anni, permettendo all’Iran di affermare il suo diritto di arricchirlo.

Rispondendo ai giornalisti, Trump ha nuovamente ribadito che “l’Iran non può avere un’arma nucleare”, indipendentemente da come la pensi Papa Leone.

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