Violenza post-elettorale in Bengala Occidentale: tre morti e oltre 400 arresti
La polizia indiana ha registrato 200 denunce e effettuato 413 arresti in seguito agli atti di violenza scaturiti dalle elezioni di domenica nello stato federato del Bengala Occidentale, dove si trova la città di Calcutta. Tra le vittime, figurano tre persone, inclusa l’assistente di un dirigente del Bharatiya Janata Party (BJP), il partito di destra, nazionalista e induista al governo. Le violenze sono state attribuite a scontri tra sostenitori di partiti diversi coinvolti nelle elezioni, un fenomeno purtroppo comune in questa regione. Le elezioni nel Bengala Occidentale sono state frequentemente seguite da episodi di violenza, come avvenne nel 2021, riporta Attuale.
La vittoria del BJP rappresenta un importante successo per il suo leader, il primo ministro Narendra Modi, che ha saputo diffondere la sua ideologia nazionalista anche a livello locale durante i suoi anni al governo. Con questo risultato, il BJP avrà il controllo su 21 dei 36 stati e territori dell’India, un’egemonia senza precedenti. Al contrario, la prima ministra uscente del Bengala Occidentale, Mamata Banerjee, leader del partito di centrosinistra Trinamool Congress e al potere dal 2011, non è riuscita a ottenere neppure un seggio nel parlamento statale.