Crisi energetica e ondata di calore nel sud-est asiatico: misure drastiche per affrontare l’emergenza
La guerra in Medio Oriente ha unito la crisi energetica agli effetti di una forte ondata di calore nel sud-est asiatico e nell’Asia meridionale, dove le temperature hanno raggiunto e superato i 35 gradi. La situazione ha portato a misure straordinarie, come riportano Attuale.
Nei paesi come Filippine, Malaysia, Indonesia e Bangladesh, dove il caldo torrido perdura per mesi, l’aria condizionata è essenziale. Tuttavia, questi stessi paesi stanno affrontando una crisi energetica acuta, con l’80% del petrolio e del gas naturale del Golfo Persico diretto verso l’Asia. Mentre le nazioni più ricche come Giappone e Corea del Sud possono far fronte all’aumento dei costi, i paesi meno abbienti hanno dovuto imporre misure drastiche, tra cui la limitazione dell’uso dell’aria condizionata.
La risposta del governo varia significativamente tra i diversi paesi. Ad esempio, nelle Filippine, è stata introdotta una settimana lavorativa ridotta a quattro giorni per alcuni uffici pubblici, e l’aria condizionata può essere utilizzata solo tra le 9 e le 16. Al contrario, altre nazioni come Indonesia, Pakistan e Sri Lanka hanno adottato misure simili, accorciando la settimana lavorativa nei loro uffici pubblici. Qui, il lavoro da casa è incentivato, mentre negli uffici con pochi dipendenti si invita all’uso di ventilatori elettrici.
In Malaysia, il governo ha imposto che la temperatura degli impianti di aria condizionata negli uffici pubblici sia mantenuta tra i 24 e i 25 gradi. Le università in Sri Lanka e Bangladesh hanno anche ridotto le attività. Le linee guida sul dress code sono state alleggerite, consentendo a studenti e impiegati di indossare abbigliamento più leggero.
Tuttavia, l’impatto maggiore è sulle fasce di popolazione più vulnerabili: i costi dell’elettricità sono aumentati così tanto che molte persone non possono permettersi di utilizzare l’aria condizionata nelle loro case, costrette a sopportare temperature insopportabili. In alcune aree sono stati introdotti blackout programmati per risparmiare energia, colpendo soprattutto le comunità più svantaggiate.
A Bangkok, la capitale thailandese, si sono aperti 200 centri di raffrescamento per fornire refrigerio alle persone in cerca di aria condizionata, una risorsa diventata sempre più scarsa.
L’aria condizionata assume quindi un’importanza cruciale non solo in termini di confort, ma anche per la salute pubblica, poiché temperature elevate coadiuvano a gravi problemi di salute. Essa è anche simbolo di status sociale ed economico; Lee Kuan Yew, ex primo ministro di Singapore, ha dichiarato che l’aria condizionata ha contribuito al successo del Paese in quanto ha reso possibile lo sviluppo in climi tropici.
Attualmente, le misure drastiche per gestire l’uso dell’energia elettrica sono concentrate in sud-est asiatico e Asia meridionale, regioni colpite duramente dalla crisi. In Europa, sebbene la crisi energetica sia presente, gli esperti non prevedono un’analoga ondata di shock energetico simile a quella asiatica, almeno per il momento.