La risposta dell’Iran agli Stati Uniti: Trump la definisce «totalmente inaccettabile»

11.05.2026 00:25
La risposta dell'Iran agli Stati Uniti: Trump la definisce «totalmente inaccettabile»

Risposta dell’Iran al memorandum di Washington: una proposta per la pace

La Repubblica islamica ha consegnato ai mediatori di Islamabad la sua risposta al memorandum di Washington, proponendo una «cessazione immediata della guerra» e un «ripristino della sicurezza marittima» nel Golfo e nello Stretto di Hormuz. Il contenuto del documento appare simile alla bozza presentata dagli ayatollah settimane fa, che prevedeva un accordo in due fasi, con l’attenzione prima alle urgenze e successivamente ai nodi più complessi. Le dichiarazioni provengono dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha rassicurato i falchi interni, sottolineando che il dialogo non deve essere interpretato come una resa.

Immediata la reazione di Donald Trump, il quale ha definito la risposta dell’Iran «totalmente inaccettabile». Fino a quel momento, si pensava che il periodo successivo alla consegna della risposta, con trenta giorni a disposizione per risolvere le questioni cruciali, potesse rivelarsi difficile. Secondo Paul Salem del Middle East Institute, «non ci si aspettava questo nuovo rifiuto: Trump ha bisogno di chiudere la guerra», specialmente in vista dell’incontro imminente con il presidente cinese, che potrebbe influenzare le dinamiche in gioco.

Il memorandum americano, sintetico e diretto, richiede tre misure immediate: la rimozione del blocco contro le navi e i porti iraniani, la riapertura dello Stretto al traffico commerciale, e la cessazione delle operazioni di fuoco. Ancora sul tavolo ci sono questioni relative al programma nucleare, le sanzioni e i miliardi iraniani congelati all’estero. Gli americani vogliono che l’Iran ceda le scorte di uranio arricchito e chiuda tre impianti nucleari, ma i rapporti suggeriscono che l’Iran potrebbe essere favorevole a diluire una parte dell’uranio, rimandando il resto in Russia.

Trump ha dichiarato nel programma tv Full Measure che «gli Stati Uniti non possono permettere all’Iran di possedere armi atomiche» e ha minacciato di agire drasticamente qualora l’Iran avvicinasse l’uranio arricchito. La sua posizione è sostenuta da Benjamin Netanyahu, che ha espresso che tutte le strutture nucleari devono essere smantellate prima che possa esserci un accordo. A Teheran, le truppe sono pronte a riprendere i combattimenti se necessario, secondo le comunicazioni della Guida Suprema Mojtaba Khamenei.

In questo contesto di stallo diplomatico e tensioni, è giunta una buona notizia con il rilascio di Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace 2023, che è stata trasferita a Teheran per ricevere cure mediche. Sua libertà è stata concessa dopo dieci giorni di ricovero a Zanjan, in cambio di una cauzione, segnalando così un possibile pertugio in un clima altrimenti teso.

Nonostante le incertezze, le aspettative rimangono alte riguardo all’imminente incontro tra Cina e Iran, dove Xi Jinping potrebbe esercitare la sua influenza diplomatica per spingere verso compromessi sul nucleare, una speranza che molti esperti ritengono fondamentale per il futuro delle trattative.

Le dinamiche geopolitiche e le richieste in gioco continuano a evolversi, portando l’attenzione globale sulla regione, riporta Attuale.

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