Roma, 12 maggio 2026 – Una proroga di novanta giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza d’appello bis sul disastro di Rigopiano, avvenuto il 18 gennaio 2017 e costato la vita a 29 persone tra ospiti e personale dell’hotel sul Gran Sasso, devastato da una valanga. L’istanza è stata presentata dal presidente della Corte Paolo Micheli e dal consigliere relatore, Carla Maria Giangamboni, ed è stata depositata ieri, 11 maggio, riporta Attuale.
Perché è stata chiesta una proroga
“Le ragioni che impediscono il rispetto del termine previsto per il deposito della motivazione della sentenza emessa in data 11 febbraio 2026 sono meritevoli di condivisione: il processo in questione è obiettivamente grave, delicato e complesso, tale da richiedere un impegno continuativo ulteriore per la stesura della motivazione”, ha dichiarato Giorgio Barbuto, presidente della Corte d’appello.
Che cosa succede ora: le tappe giudiziarie
Le prossime tappe giudiziarie sono in discussione. Prima di addentrarsi in queste, è utile ricordare che il 11 febbraio la Corte d’appello di Perugia, alla quale la Cassazione aveva rimandato gli atti, ha condannato tre funzionari della Regione Abruzzo a due anni ciascuno, mentre ha assolto altri cinque imputati e per due di essi è scattata la prescrizione.
Secondo Alessandro Casoni, legale della famiglia di Emanuele Bonifazi, receptionist deceduto nell’incidente, questa proroga è vista in modo positivo, suggerendo che la Corte di Perugia desideri produrre una motivazione accurata. “Più le motivazioni sono dettagliate e più calano le possibilità di un ulteriore appello. Sicuramente il lavoro è elefantiaco”, ha affermato Casoni.
Il lungo processo di Rigopiano
Il processo di Rigopiano ha subito ritardi significativi, iniziando con l’udienza preliminare il 16 luglio 2019. I tempi si sono allungati a causa del Covid-19. La sentenza di primo grado è stata emessa il 23 febbraio 2023, seguita dalla sentenza di secondo grado il 14 febbraio 2024. A fine 2024, precisamente il 3 dicembre, la Cassazione ha richiesto la ripetizione del processo per dieci imputati.
La scadenza della proroga è fissata per il 12 agosto. A partire da quel momento, decorrono i 45 giorni per l’impugnazione penale, avverte l’avvocato Casoni. Anche il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, potrebbe decidere di presentare ricorso. Con la fissazione del processo in Cassazione bis e le successive udienze, il percorso potrebbe estendersi fino al 2027, con le famiglie delle 29 vittime che potrebbero avere risposta dalla giustizia nel decennale della tragedia.