Terni, 12 maggio 2026 – È stato catturato Mohamed El Messaoudi, l’uomo accusato di aver colpito a martellate la moglie sull’autobus fino a ridurla in condizioni gravissime. L’uomo, in base a quanto appreso, è stato fermato poco dopo essere uscito da un bar nel quale aveva fatto colazione. Era in fuga da due giorni, riporta Attuale.
Quando è entrato nel bar, l’uomo è stato riconosciuto dai titolari e da alcuni clienti. Nelle ultime ore la sua foto era infatti circolata su WhatsApp. Sono stati così subito avvertiti i carabinieri di Stroncone. Dopo avere fatto colazione, l’operaio ha pagato ed è uscito. È stato quindi raggiunto lungo la strada da una pattuglia dell’Arma che lo ha identificato e bloccato.
Il fatto avvenuto sul bus
L’aggressione si era verificata nel pomeriggio di sabato 9 maggio. L’uomo si era tolto il braccialetto elettronico di cui era in possesso ed era salito sul bus dove sapeva che si sarebbe trovata la moglie. La donna, che lavora come badante ed ha 44 anni, era stata aggredita a martellate. La conducente, una volta capito ciò che stava accadendo, aveva immediatamente arrestato la corsa del mezzo e allertato le forze dell’ordine, ma nel frattempo El Messaoudi si era già dato alla fuga. Le condizioni della moglie erano apparse fin da subito disperate: colpita con numerosi fendenti alla testa, era stata immediatamente ricoverata in rianimazione.
Riconosciuto da due donne
Sono state due donne a riconoscere e a far bloccare l’operaio fermato per il tentato femminicidio. “È arrivato in maniera molto tranquilla e si è seduto”, ha raccontato una delle addette del locale.
“Sembrava molto tranquillo – ha aggiunto – e ha pagato regolarmente. Ha chiesto un biglietto dell’autobus che però non avevamo, ma si è diretto ugualmente verso la fermata. Non ha però fatto in tempo a raggiungerla perché sono arrivati i carabinieri che avevamo chiamato dopo averlo riconosciuto da una foto su Facebook”.
Il quadro di violenze
L’uomo era già stato arrestato nella notte tra il 1 e il 2 aprile: aveva aggredito la moglie (il matrimonio sembra fosse agli sgoccioli). A quanto pare, secondo lui, la donna viveva troppo “all’occidentale”. Da quell’arresto, la decisione del giudice di applicare il dispositivo di controllo che è stato rinvenuto dai carabinieri a terra, poco lontano dal martello utilizzato per l’aggressione. Il 43enne era ricercato con tutti i mezzi e le forze disponibili. I carabinieri avevano messo in campo lo squadrone eliportato “Cacciatori di Puglia”: personale altamente specializzato nelle operazioni di ricerca in aree impervie e zone boschive, che si occupa anche del controllo di casolari e rifugi isolati. C’era poi il Nucleo elicotteri di Roma Urbe che coordina dall’alto le operazioni e segnala nell’immediatezza movimenti sospetti. Infine, le unità cinofile molecolari, con cani addestrati a seguire tracce anche a distanza di tempo.
Gravissime accuse
Il fermo dell’uomo è stato disposto per tentato femminicidio pluriaggravato dalla crudeltà. Il decreto di fermo è stato firmato dal procuratore di Terni Antonio Laronga sabato scorso subito dopo l’aggressione. El Messaoudi, 43 anni, lavora come operaio a Terni. La coppia si era trasferita in Italia da poco, ma sembra che il quadro di violenze fosse cominciato già quando i due vivevano in Marocco.