Il ruolo della Cina e le tensioni sulla questione di Taiwan
NEW YORK – Nel contesto del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, i riflettori non sono puntati solo sul rapporto bilaterale, ma anche sugli sviluppi regionali che influenzano le dinamiche geopolitiche. La questione di Taiwan si conferma cruciale sia per gli Stati Uniti che per i loro alleati storici, Corea del Sud e Giappone, osservatori attenti delle evoluzioni fra Washington e Pechino, riporta Attuale.
Il dialogo tra le due potenze è fondamentale anche per affrontare il programma nucleare dell’Iran, un obiettivo che vede gli Stati Uniti e la Cina, nonostante le loro rivalità, allineati in maniera informale. Il successo della Corea del Nord nel sviluppare armi nucleari ha suscitato preoccupazioni nel contesto di una possibile proliferazione, che potrebbe estendersi nel Medio Oriente e nel Nord-Est asiatico, richiedendo che Giappone e Corea del Sud considerino misure deterrenti.
Kim Won Soo, ex Sotto-Segretario Generale delle Nazioni Unite, evidenzia l’importanza di mantenere un equilibrio regionale. Con un’esperienza decennale nelle Nazioni Unite, egli sottolinea come la competizione strategica fra Stati Uniti e Cina stia crescendo e che l’unico modo per gestirla sia attraverso il dialogo. “Il rischio di un conflitto globale è reale se non ci si impegna in conversazioni costruttive”, afferma.
Assegnato all’Accademia Globale per le Civilizzazioni Future a Seul, Kim sottolinea la centralità della questione di Taiwan nel dialogo geopolitico. “Per la Cina, la riunificazione con Taiwan è un obiettivo geopolitico di fondamentale importanza, capace di alterare gli equilibri di sicurezza nel Pacifico”, spiega, evidenziando come il possesso di Taiwan consentirebbe alla Cina di sfuggire alla catena delle prime isole che limita l’accesso della sua marina al mare aperto.
Secondo Kim, la Cina non ha fretta di procedere con l’annessione di Taiwan, ma l’ipotesi di un’operazione pacifica potrebbe essere influenzata dalle prossime elezioni sull’isola. Il futuro politico di Taiwan, fra progressisti e conservatori, avrà implicazioni profonde sulle relazioni con Pechino. “Se i progressisti dovessero vincere, la possibilità di un accordo si complica”, avvisa.
Tuttavia, un’azione militare della Cina non è vista come imminente, poiché le difficoltà nel tentativo di conquista sono evidenti. Kim osserva le esperienze recenti della Russia in Ucraina come un monito per Pechino. La stabilità nella regione è essenziale per entrambi gli attori coinvolti e gli Stati Uniti, peraltro, hanno un impegno legislativo a proteggere Taiwan, complicando ulteriormente le manovre cinesi.
Infine, la questione della Corea del Nord continua a pesare nelle relazioni regionali. “La Cina non accetterebbe mai una riunificazione delle due Coree, poiché ciò comporterebbe la presenza di truppe americane ai suoi confini”, conclude Kim, rimarcando la necessità di mantenere lo status quo per garantire stabilità nella regione.