L’UNICEF: in Cisgiordania uccisi 70 bambini palestinesi dal gennaio 2025, il 93% da forze israeliane

14.05.2026 12:35
L'UNICEF: in Cisgiordania uccisi 70 bambini palestinesi dal gennaio 2025, il 93% da forze israeliane

Ginevra: Uccisioni di bambini palestinesi raggiungono numeri allarmanti

Dal gennaio 2025 a oggi, in media sono stati uccisi 70 bambini palestinesi, con il 93% di queste vittime causato dalle forze israeliane. In aggiunta, oltre 850 bambini sono rimasti feriti. Nei primi quattro mesi del 2026, più di 2.500 palestinesi, tra cui 1.100 bambini, sono stati sfollati, superando il totale degli sfollamenti registrati nell’intero 2025. Solo nel 2026, sono stati documentati 99 episodi legati all’istruzione; in poco più di due anni, fino alla fine del 2025, oltre 550 episodi hanno fatto segnare la cronaca, riporta Attuale.

Questi dati sono stati diffusi dall’Unicef, che ha anche rivelato che 347 bambini palestinesi della Cisgiordania sono attualmente detenuti nelle strutture militari israeliane per presunti reati legati alla sicurezza. Più della metà di questi bambini, ovvero 180, sono sottoposti a detenzione amministrativa senza le garanzie procedurali richieste.

“I bambini stanno pagando un prezzo intollerabile a causa dell’escalation delle operazioni militari e degli attacchi dei coloni in tutta la Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est”, ha dichiarato James Elder, portavoce dell’UNICEF. “L’OCHA ha comunicato che nel marzo 2026 si è registrato il numero più alto di palestinesi feriti da attacchi dei coloni negli ultimi 20 anni. Stiamo assistendo a un incremento di attacchi sempre più coordinati, che includono bambini colpiti da proiettili, accoltellati, picchiati e spruzzati con spray al peperoncino”.

Come sottolineato da Elder, “non si tratta di incidenti isolati: essi evidenziano un modello persistente delle peggiori violazioni dei diritti dei bambini, compresi attacchi alle loro case, alle scuole e alle fonti d’acqua necessarie. Ciò che sta avvenendo non è solo un’escalation della violenza contro i bambini palestinesi, ma un smantellamento progressivo delle condizioni necessarie alla loro sopravvivenza e crescita. Le case vengono demolite, l’istruzione è sotto attacco e le reti idriche vengono distrutte. L’accesso all’assistenza sanitaria è ostacolato e la libertà di movimento è ristretta. Negli ultimi 30 mesi, in tutta la Cisgiordania sono state imposte oltre 900 ulteriori barriere e restrizioni, rendendo difficile, se non impossibile, l’accesso a scuole, ospedali e altri servizi essenziali per i bambini”.

“Le abitazioni sono diventate la prima linea degli attacchi contro i bambini”, ha aggiunto Elder. “Nei primi quattro mesi di quest’anno, più di 2.500 palestinesi, tra cui 1.100 bambini, sono stati sfollati, superando il totale degli sfollamenti registrati nell’intero 2025. Durante una mia recente missione in Cisgiordania, ho incontrato Ezzaldin, un bambino di 8 anni, che dormiva all’aperto dopo che la casa della sua famiglia era stata demolita due mesi prima. È stato picchiato con un pezzo di legno e ricoverato in ospedale per ferite alla testa, mentre sua madre si è fratturata entrambe le braccia nel tentativo di proteggere il suo bambino di quattro mesi dall’aggressione”.

Il sistema scolastico, a sua volta, subisce continui attacchi. “Per migliaia di bambini in tutta la Cisgiordania, il tragitto quotidiano verso la scuola è caratterizzato dalla paura. Solo nel 2026 sono stati documentati 99 episodi legati all’istruzione, tra cui uccisioni, ferimenti e arresti di studenti, demolizioni di scuole e impedimenti all’accesso. Le scuole, che dovrebbero essere luoghi di sicurezza e stabilità, stanno diventando sempre più spazi insicuri”, ha dichiarato Elder, evidenziando le gravi violazioni dei diritti dei bambini e le conseguenze a lungo termine sulla loro sicurezza e benessere.

Secondo l’OCHA, nel 2026 sono state vandalizzate oltre 60 infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, compromettendo ulteriormente l’accesso all’acqua potabile. “Ciò ha ripercussioni devastanti sulla salute, l’igiene e la dignità dei bambini”, ha rimarcato Elder, aggiungendo che anche i mezzi di sussistenza sono minacciati dal furto di bestiame.

“Questo si verifica parallelamente a un forte aumento degli arresti e delle detenzioni di minori”, ha ricordato il portavoce dell’UNICEF. “Gli ultimi dati mostrano che 347 bambini palestinesi sono attualmente detenuti nelle strutture militari israeliane, il numero più alto degli ultimi otto anni. È allarmante che oltre la metà di essi siano privati della necessaria assistenza legale e del diritto di contestare la loro detenzione”.

“Questi modelli indicano una realtà complessiva: i bambini sono presi di mira, sia tramite violenza diretta, sia attraverso lo smantellamento di servizi essenziali. La loro sofferenza non può essere normalizzata”, ha concluso Elder.

L’UNICEF continua a lavorare per garantire ai bambini e alle loro famiglie in Cisgiordania accesso ad acqua potabile, servizi igienico-sanitari e assistenza sanitaria, oltre a fornire aiuti in denaro, materiale scolastico e supporto psicosociale. L’organizzazione esorta le autorità israeliane a rispettare i diritti dei bambini nelle zone sotto il loro controllo e ad adottare misure tempestive per prevenire ulteriori violenze, proteggere le case e l’accesso ai servizi essenziali, in conformità con il diritto internazionale. Infine, l’UNICEF invita gli “Stati che possono esercitare influenza a farlo affinché si rispetti il diritto internazionale”.

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