Roma, 14 maggio 2026 – Mentre proseguono le ricerche dei corpi degli altri 4 italiani deceduti a seguito dell’immersione nell’atollo di Vaavu, restano da chiarire le cause della morte. Secondo i media locali, fatale sarebbe stata la tossicità dell’ossigeno. Ma non è l’unica variabile da tenere in considerazione per cercare di capire cosa possa essere successo ai 5 sub italiani rimasti in fondo al mare. Di certo potrebbero aver giocato un ruolo non indifferente le condizioni meteorologiche: nel sito di immersione erano sfavorevoli, tanto che l’ufficio meteorologico aveva emesso un’allerta gialla per la zona, ancora in vigore. “L’Oceano Indiano non è il Mediterraneo che tutto sommato è un mare tranquillo. Lì ci sono correnti fortissime che, immagino, possano tirare da una parte all’altra. Un vero pericolo”, avverte Maurizio Uras, dive master di lungo corso e titolare del dive center ‘L’Argonauta’ in Sardegna, a Cala Gonone, riporta Attuale.
Tossicità ossigeno, cos’è e perché può essere fatale
Ma la principale indiziata resta la “tossicità dell’ossigeno”. In cosa consiste e perché può essere letale? “È un fenomeno che può succedere quando si scende molto in profondità – spiega l’esperto –. Se la miscela della bombola non è adeguata, l’ossigeno a certe profondità diventa tossico. In pratica, ogni 10 metri aumenta la percentuale di ossigeno che si respira tramite l’erogatore. “Normalmente – prosegue Uras – le immersioni vengono fatte con le bombole e 1,4-1,6 bar, ossia con precise percentuali di ossigeno e ciò significa che se si scende molto oltre il limite dei 18 metri, che sarebbe quello previsto per chi consegue il brevetto di primo livello, la percentuale di ossigeno contenuta nella bombola deve essere ridotta”. A quel punto, bisognerebbe diminuire la percentuale nella bombola di ossigeno e di azoto e aumentare quella di un altro gas, come l’elio.
I punti che non tornano
Una manovra non da poco, dato che in gioco c’è la vita stessa del sub. Il rischio di calarsi così in profondità con una miscela ‘sbagliata’ è quello di avere crampi, e di mandare in sofferenza tutti i muscoli, quindi anche il cuore. Prima di immergersi un sub esperto deve “controllare con l’ossimetro la miscela contenuta nella bombola e ovviamente valutare prima la profondità che si vuole raggiungere. Certo, se erano esperti mi sembra strano che non si siano accertati prima di queste importanti variabili”, conclude Uras, che sottolinea come sia molto singolare la circostanza che si possano essere sentiti male tutti e cinque assieme nello stesso momento.
Ma che tragedia! Non ci si può credere che cinque persone siano morte così, in un attimo!!! La sicurezza in immersione dovrebbe essere la priorità, eppure certe cose succedono. Se c’erano avvisi meteorologici, perché sono andati lo stesso? Una vera sfortuna…