Brescia, 15 maggio 2026 – Un appunto misterioso scritto a penna, da approfondire, risalente all’epoca della prima indagine su Andrea Sempio, è emerso nel contesto di un’inchiesta archiviata nel marzo 2017 su richiesta dell’allora procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti. Il documento, di una decina di righe, presenta una grafia piccola e ordinata e contiene un lapsus in cui lo scrivente confonde Andrea Sempio con Alberto Stasi, chiamandoli entrambi Andrea, riporta Attuale.
La procura di Brescia, che attualmente sta indagando su un presunto accordo corruttivo tra Venditti e Giuseppe Sempio, padre dell’attuale indagato, ha rinvenuto lo scorso autunno questo appunto nell’archivio dei carabinieri del Nucleo informativo pavese. Dieci anni fa, tale Nucleo non aveva la delega per indagare su Sempio, ma ora il documento è tra gli atti sulla scrivania dei pm Alessio Bernardi e Donato Greco, i titolari del fascicolo.
Non solo: è emerso un secondo fascicolo riguardante una presunta malagestione delle auto della procura di Pavia e degli apparecchi per le intercettazioni a carico anche di Pietro Paolo Mazza. I magistrati sono alle fasi conclusive di entrambe le inchieste.
Il nodo
Un’idea di base sul caso legato a Garlasco è stata formulata, con le conclusioni che verranno presto rese note. Dovranno decidere se richiedere l’archiviazione o se, qualora gli elementi siano ritenuti validi, procedere con il caso. Tra gli atti, vi è anche questo misterioso appunto senza nome e senza data, inviato a Brescia il 22 ottobre dagli inquirenti che stanno cercando di riscrivere l’omicidio di Chiara Poggi.
L’obiettivo principale è identificare lo scrivente. Gli appunti, che presentano correzioni, fanno riferimento a una bozza della richiesta di archiviazione per il 38enne, che fu poi approvata nel 2017 dai pm. «Il presente procedimento trae origine da un esposto a firma della madre di Andrea Stasi, trasmesso alla procura generale presso la corte d’appello di Milano e da questa rinviato a questa procura – si legge nell’appunto – . L’esposto evidenziava indizi di colpevolezza per l’omicidio di Chiara Poggi a carico di soggetto diverso da Andrea Stasi, nella specie di Andrea Sempio».
L’intreccio
Lo scorso autunno, i pm pavese hanno incaricato i carabinieri di cercare documenti su Sempio, dopo aver appreso che, il 24 dicembre 2016, a sole 24 ore dall’apertura della prima indagine, l’ex comandante Maurizio Pappalardo (recentemente condannato per corruzione e stalking nell’ambito di ‘Clean 2’) avrebbe fotografato alcuni atti dalla scrivania di Venditti. Le indagini rivelano che l’operazione è stata condotta dopo vari messaggi insistenti da parte di Antonio Scoppetta, maresciallo dei carabinieri a Pavia.
Tuttavia, tali fotografie non sembrano essere state rinvenute nell’archivio suddetto, dove gli inquirenti hanno invece trovato la presenza di un fascicolo P (permanente) su Sempio, aperto il 25 marzo 2017, solo alcuni giorni dopo la contestata archiviazione. All’interno del fascicolo sono stati rinvenuti il decreto del gip e la richiesta di archiviazione in bozza, corredati da appunti manoscritti, oltre a quel foglio spillato sulla prima pagina. Tuttavia, il Nucleo non aveva titolo per disporre del provvedimento in bozza.