Crisi energetica, Meloni invia lettera a von der Leyen: l’Unione pronta a cooperare

19.05.2026 05:55
Crisi energetica, Meloni invia lettera a von der Leyen: l'Unione pronta a cooperare

Bruxelles e Roma: tensione sulla deroga del Patto di stabilità per l’energia

La questione energetica si fa sempre più complessa con Roma che sollecita Bruxelles a estendere la deroga al Patto di stabilità già prevista per la difesa, mentre la Commissione europea adotta un atteggiamento cauto. In risposta alla lettera di Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen, fonti del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) hanno indicato che “sulla deroga si tratta”. Tuttavia, i portavoce della Commissione, Paula Pinho e Balazs Ujvari, hanno suggerito che, prima di concedere nuove deroghe, è necessario sfruttare pienamente i finanziamenti Ue già disponibili, che ammontano a circa 300 miliardi per gli investimenti energetici, riporta Attuale.

Per Roma, la situazione resta critica, aggravata dalla crisi legata all’Iran e dalla minaccia di un aumento dei prezzi dell’energia, impattando pesantemente su imprese, famiglie e sul bilancio pubblico. Il governo italiano sostiene che l’emergenza energetica debba essere trattata come una questione di sicurezza strategica, cercando di ottenere supporto da Bruxelles senza richiedere una nuova deroga, ma solo un’estensione alle stesse condizioni precedenti. La situazione attuale molto dipenderà dalle posizioni degli Stati membri, con particolare attenzione alla Germania, rappresentata da Friedrich Merz, che resta alleato dell’Italia di Meloni, ma mantiene una linea prudente: “È importante che non ci siano indebitamenti eccessivi in Europa”, ha dichiarato Merz, evidenziando le difficoltà per l’Italia.

Le trattative si sviluppano su più fronti. A Parigi, durante il G7 delle Finanze, il ministro Giancarlo Giorgetti ha discusso la questione con i colleghi di Francia e Germania, mentre il dossier sarà riaffrontato nell’Eurogruppo e nell’Ecofin informali di Cipro nei prossimi giorni. Tuttavia, il vero snodo politico potrebbe arrivare al Consiglio europeo di giugno, dove la posizione dei Paesi frugali sarà cruciale. Nel frattempo, Meloni sta cercando di ampliare il confronto interno; ha incontrato Carlo Calenda, leader di Azione, il quale ha presentato le sue proposte su energia e industria, definendo l’incontro “cordiale e costruttivo”. Questo segnale di apertura da parte della premier potrebbe trasformare la questione in una problematica a livello nazionale, non limitata alla maggioranza. Tuttavia, le opposizioni, rappresentate da Elly Schlein e Giuseppe Conte, hanno già bocciato le proposte di Meloni.

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