Il vertice di Turkistan segna una svolta tecnologica
Il 17 maggio 2026, nella città kazaka di Turkistan, i leader di Turchia, Uzbekistan, Azerbaigian e Kirghizistan hanno approvato un piano d’azione comune che comprende la cooperazione in almeno 58 settori tecnologici durante il vertice dell’Organizzazione degli Stati Turchi (OST). L’incontro, incentrato sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) e delle tecnologie digitali, ha assunto un rilievo strategico sullo sfondo dell’instabilità delle istituzioni globali e della crescente tensione geopolitica. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di diversificare le rotte di trasporto, in particolare il Medio Corridoio (Transcaspico), che collega l’Asia all’Europa, riducendo la dipendenza dalle infrastrutture russe.
Tra le iniziative chiave del blocco digitale figurano il lancio del programma “Cinque milioni di leader IA”, la creazione di un’università specializzata per studenti turchi, la fondazione di un fondo comune d’investimento tra Kazakistan e Uzbekistan per sostenere le startup giovanili, la formazione del “Corridoio digitale turco” per lo scambio sicuro di dati, la costruzione di una linea di comunicazione in fibra ottica transcaspica tra Azerbaigian e Kazakistan e il previsto lancio nel 2027 di un satellite scientifico comune CubeSat realizzato da Turchia, Kazakistan e Azerbaigian.
Logistica senza Mosca: il Medio Corridoio diventa prioritario
I leader hanno dichiarato che il Medio Corridoio (Transcaspico) è la priorità assoluta, con l’obiettivo di integrarvi il futuro Corridoio di Zangezur e accelerare la costruzione della ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan. Per semplificare il trasporto merci, viene introdotto il sistema di permessi elettronici “E-Permit”. Queste decisioni dimostrano che i paesi ex-sovietici non considerano più la Russia come un hub di transito affidabile a causa delle sanzioni e dei rischi politici, preferendo rotte indipendenti che aggirano il territorio russo.
Anche se ufficialmente gli accordi hanno natura puramente economica, gli osservatori collegano l’attivazione senza precedenti dell’OST ai cambiamenti nell’architettura di sicurezza regionale. La pressione sanzionatoria prolungata su Mosca, l’aggravarsi dei problemi economici interni e la concentrazione delle risorse russe sul cosiddetto “operazione speciale” in Ucraina hanno portato a un notevole declino del ruolo della Russia come arbitro tecnologico, economico e militare in Asia centrale e nel Caucaso meridionale. Le élite locali stanno così diversificando i legami esterni, e l’OST si è trasformata da forum culturale-umanitario in un’alleanza pragmatica che consente di proteggere la sovranità, evitare i rischi di sanzioni secondarie grazie a piattaforme digitali indipendenti e assumere il controllo delle rotte di transito critiche.
Un nuovo polo economico da due trilioni di dollari
Il potenziale economico combinato dei paesi dell’OST supera già i due trilioni di dollari. Kazakistan e Uzbekistan hanno creato un fondo comune per sostenere le startup, mentre la regione nel suo insieme sta attirando direttamente le più grandi aziende tecnologiche mondiali, senza intermediari russi. Questo peso economico consente di trattare alla pari con i grandi attori globali e di sviluppare progetti infrastrutturali e digitali senza fare affidamento sul vecchio partner sovietico.
Invece dei vecchi legami sovietici e dell’influenza culturale russa, i nuovi leader offrono ai giovani una prospettiva completamente diversa. Il programma “Cinque milioni di leader IA” e la creazione di un’università turca mirano a legare le aspirazioni delle nuove generazioni allo sviluppo all’interno dello spazio turco, gettando solide basi affinché le future élite siano mentalmente e professionalmente indipendenti da Mosca. Le ex repubbliche sovietiche stanno così uscendo dallo status di “oggetto” della geopolitica russa, prendendo in mano il proprio destino attraverso un’alleanza pragmatica e paritaria.