Putin a Pechino per rafforzare l’alleanza con Xi Jinping nell’era della guerra in Ucraina

20.05.2026 01:15
Putin a Pechino per rafforzare l'alleanza con Xi Jinping nell'era della guerra in Ucraina

Putin arriva a Pechino per rafforzare l’alleanza con Xi Jinping

Vladimir Putin è atterrato ieri sera a Pechino per una visita di Stato che segue a breve distanza quella di Donald Trump. La capitale cinese si ritrova nuovamente al centro della politica internazionale, un ruolo che non ricopriva in modo così marcato dai tempi delle dinastie imperiali, riporta Attuale.

Oggi, Putin incontrerà il presidente Xi Jinping (è il loro quarantesimo incontro) per enfatizzare le relazioni «solide e proficue» tra i due Paesi, che celebrano i 30 anni dalla firma del trattato di «partenariato strategico». L’arrivo di Putin nella Repubblica Popolare, appena dopo il tour di Trump, rimarca un chiaro intento: Mosca vuole evitare di rimanere esclusa nel nuovo assetto geopolitico, come accadde all’URSS dopo l’incontro tra Nixon e Mao nel febbraio 1972.

Quale sarà la posizione della Cina in questa dinamica? È difficile immaginare una rottura con la Russia, dato il sostegno reciproco tra i due leaders. Non sembra che la recente affermazione dal Financial Times, secondo cui Xi avrebbe detto a Trump che «prima o poi Putin si pentirà di aver invaso l’Ucraina», possa cambiare gli equilibri attuali di un’alleanza costruita attorno all’obiettivo condiviso di indebolire l’Occidente. Secondo indiscrezioni, Trump avrebbe proposto a Xi una collaborazione tra i tre leaders, incluso Putin, contro la Corte penale internazionale dell’Aia.

Le priorità di Pechino si concentrano su due aspetti fondamentali: gli affari e Taiwan. Putin offre un sostegno cruciale su entrambi i fronti. In un videomessaggio prima della missione, Putin ha descritto le relazioni bilaterali come giunte a un «livello senza precedenti», mentre i media statali cinesi hanno definito «incrollabile» il legame tra Russia e Cina in un contesto internazionale che si fa sempre più turbolento. Inoltre, la leadership cinese desidera dimostrare che il rafforzamento dei legami con Washington non avviene a scapito della coalizione strategica con Mosca.

L’obiettivo del vertice è confermare la solidità di un partenariato che Mosca e Pechino definiscono «senza limiti». Nei colloqui, si discuterà di energia, incluso il gasdotto «Power of Siberia 2», che si avvicina sempre di più a diventare realtà, così come di commercio e sicurezza internazionale. Inoltre, i due Paesi esploreranno l’idea di un nuovo ordine mondiale che sfidi la leadership statunitense, in un contesto di crescente sfiducia verso Washington.

Qual è il ruolo dell’Europa in tutto ciò? Ieri, il politico tedesco Merz ha auspicato che «Xi esorti il presidente Putin a porre fine a questa guerra in Ucraina, che non può vincere». Tuttavia, è lecito dubitare che questo accadrà: un Occidente indebolito aumenta le probabilità per Pechino di raggiungere l’ambizioso obiettivo di diventare l’asse centrale del mondo, un sogno che affonda le proprie radici nel passato imperiale e nelle aggressioni storiche.

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