Il Comune di Macerata, conquistato al primo turno dal centrodestra nel 2020, è sotto i riflettori del Nazareno, che sostiene il candidato del campo largo Gianluca Tittarelli per inviare un chiaro segnale alla destra, riporta Attuale.
Tra i capoluoghi che Elly Schlein ha messo sulla mappa delle amministrative del 24 e 25 maggio, oltre a grandi città come Venezia, spiccano Reggio Calabria e Salerno. Tuttavia, l’attenzione del Nazareno è rivolta in particolare a Macerata. Sebbene non sia il Comune più politicamente esposto, per il Partito Democratico questa competizione è cruciale, rappresentando un tentativo di ricostruire un centrosinistra competitivo nelle province dove il centrodestra ha fatto significativi progressi, come nelle Marche, dove Francesco Acquaroli ha recentemente ottenuto la riconferma alla guida della Regione.
Cinque candidati e sedici liste
A Macerata si vota il 24 e 25 maggio, con un eventuale ballottaggio il 7 e 8 giugno. Sono in corsa cinque candidati sindaco e sedici liste. Il sindaco uscente Sandro Parcaroli punta a un secondo mandato sostenuto dal centrodestra, mentre il centrosinistra schiera Gianluca Tittarelli, appoggiato da una coalizione che include il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, l’Alleanza Verdi e Sinistra e diverse liste civiche.
Questa competizione ha valenze locali, ma è anche indicativa a livello nazionale: il centrosinistra a Macerata, sebbene ancora un’entità fragile, è determinato a sfidare la destra. Tuttavia, l’area centrista si presenta in modo autonomo: Mattia Orioli, sostenuto dalla lista Terzo Polo, rappresenta questa posizione. Ulteriori candidati includono Giordano Ripa con Futuro per Macerata e Marco Sigona da Officina delle Idee.
Il campo largo ricuce le divisioni del 2020
La composizione delle liste rivela cambiamenti significativi: nel centrosinistra, nomi che nel 2020 erano su fronti opposti ora si uniscono. Ad esempio, nella lista Pd è presente Narciso Ricotta, ex candidato sindaco del centrosinistra; nella lista del Movimento 5 Stelle figura Roberto Cherubini, a suo tempo candidato pentastellato. Questo sforzo mira a ricompattare un elettorato che si era diviso alle ultime elezioni.
Il centrodestra, al contrario, punta sulla continuità: le liste che sostengono Parcaroli includono diversi membri dell’amministrazione uscente. La campagna enfatizza il mantenimento della leadership, dimostrando che il 2020 non è stato un episodio isolato. Per Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, riconfermare Macerata sarebbe un segnale di continuità politica.
Cinque anni fa, Parcaroli vinse al primo turno con il 52,7% dei voti, superando Ricotta, fermo al 32,6%. Queste elezioni rivestono un’importanza particolare, segnando la seconda volta dal dopoguerra in cui un sindaco di centrodestra è stato eletto. Per questo, Schlein ha scelto di visitare la città durante il suo tour. La segretaria del PD ha sostenuto Tittarelli, evidenziando l’importanza di un candidato capace di «fare squadra» e di ascoltare le competenze circostanti.
L’incognita del Terzo Polo
Ad aggiungere complessità alla sfida ci sono le candidature autonome del Terzo Polo, che potrebbero attirare l’elettorato moderato e riformista che nel 2020 ha abbandonato il centrosinistra. Nonostante ciò, Schlein ha dichiarato di voler mantenere una linea chiara su questioni identitarie come il diritto alla casa, la scuola e la sanità pubblica. L’obiettivo è tornare in gioco nei territori dove il PD ha perso terreno negli ultimi anni, iniziando dalle Marche, ora un laboratorio della destra. Ogni vittoria in questo contesto avrà un significato politico superiore rispetto alle sole dimensioni comunali.