Siena, tredici minori denunciati per coinvolgimento in chat neonaziste e detenzione di armi

20.05.2026 05:55
Siena, tredici minori denunciati per coinvolgimento in chat neonaziste e detenzione di armi

Scoperto un gruppo giovanile neonazista a Siena: tredici minorenni denunciati

Un adolescente senese ha rivelato alla sua famiglia un’offerta inquietante ricevuta da coetanei: l’accesso a armi da sparo. I genitori, preoccupati, si sono immediatamente rivolti alla questura di Siena. Da questo intervento è scaturita l’inchiesta choc della digos ‘Format18’, che ha messo in luce l’esistenza di un gruppo neonazista russo, con cui i ragazzi coinvolti nelle chat dichiarano familiari. L’indagine ha rivelato una complessa rete di relazioni tra giovani, tutti afferenti a gruppi virtuali di estrema destra, uniti da ideologie suprematiste e dalla diffusione di razzismo e contenuti di stampo fascista e nazista, colpendo in particolare anche le comunità immigrate, le religioni islamiche e la comunità Lgbtq+plus, riporta Attuale.

Le autorità hanno denunciato tredici minorenni, tra cui una sola ragazza, tutti compresi tra i 15 e i 17 anni e residenti a Siena. Originari di famiglie della media borghesia, non avevano mai dato segnali di comportamenti problematici e frequentavano lo stesso istituto superiore, che ha ispirato il nome di una delle quattro chat su cui si sono concentrate le indagini. Sotto la direzione del capo della digos Fausto Camisa, l’operazione ha rivelato una realtà allarmante.

“Un’indagine che non avremmo voluto mai fare, scoprendo questa dura realtà. Soprattutto perché la partecipazione alle chat – sottolinea il dirigente – non era goliardica ma convinta”, ha dichiarato Camisa. Il questore Ugo Angeloni ha aggiunto che durante l’analisi degli strumenti informatici è emerso anche lo scambio di materiale pedo-pornografico, portando alla segnalazione alla procura presso il tribunale per i minorenni di Firenze per la diffusione di tali immagini. Gli adolescenti sono stati denunciati per il possesso illegale di armi e il sostegno di ideologie basate sull’odio razziale e l’apologia del fascismo e del nazismo.

L’inchiesta è stata avviata grazie alla sensibilità di un genitore e ha portato al rinvenimento di un fucile a doppia canna funzionante, insieme a munizioni calibro 9. La chat ‘Partito repubblicano fascista’, che ha raggiunto un massimo di 22 membri, è dedicata all’interesse per le armi e gli esplosivi artigianali. “Uno era stato realizzato e provato in campagna – spiega Camisa – e tutto ciò è stato documentato in un video”. I membri del gruppo hanno postato sui social video in cui mostrano le scacciacani, proponendosi di modificarle, e hanno documentato aggressioni a immigrati, sebbene non riconducibili direttamente agli indagati. Inoltre, è emersa l’idea di formare ronde o squadre punitive contro gli stranieri, in risposta a risse tra pakistani e tunisini avvenute ad aprile 2025 nel centro storico.

I genitori dei ragazzi coinvolti si sono mostrati esterrefatti, ma in alcuni casi la polizia ha notato tentativi di minimizzare la gravità della situazione. Il cardinale di Siena, Augusto Paolo Lojudice, presidente della Conferenza Episcopale Toscana, ha commentato: “Da sempre come Chiesa siamo impegnati nel sostegno alle famiglie che sono il primo baluardo per evitare vicende come quella che è emersa nella nostra città. Senza un adeguato supporto, non potremo dirci sereni e certi che fatti come questo non avvengano più. Occorre urgentemente un patto per la famiglia che coinvolga istituzioni, società civile e Chiesa”.

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