Le dimore storiche italiane aprono le porte al pubblico, un patrimonio da preservare
La domenica 14 ottobre, le 46 mila dimore storiche italiane si apriranno a tutti, offrendo un’opportunità unica per esplorare la ricchezza culturale del Paese. Questo evento gratuito, organizzato dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), si propone di valorizzare la memoria collettiva nazionale e di incoraggiare un turismo lento e esperienziale, ribadendo l’importanza di questi luoghi storici, riporta Attuale.
Questo viaggio attraverso le dimore storiche rappresenta non solo un legame con il passato, ma anche un sostegno agli sforzi di restauro artigianale e manutenzione di edifici vincolati. La presidente dell’ADSI, la principessa Maria Pace Odescalchi, sottolinea che queste strutture non sono semplici musei, ma vitali motori economici per piccole comunità minacciate dallo spopolamento.
Le dimore storiche generano occupazione e un indotto rilevante, contribuendo significativamente all’economia locale. Maria Pace Odescalchi spiega come la loro conservazione richieda risorse considerevoli: “Noi siamo solo i custodi temporanei che cercano di mantenere questi luoghi come sono stati pensati. Attorno a queste dimore si generano occupazione e tutta la filiera del restauro, che costa in media il 30% in più di un restauro normale.” Questo avviene in un contesto di sfide e necessità di sinergia tra pubblico e privato per evitare un futuro di abbandono.
Nel 2024, si prevede un’affluenza di circa 34 milioni di visitatori tra le dimore storiche, con 210 mila eventi previsti, segnalando un notevole interesse turistico. Tuttavia, la mancanza di supporto adeguato rischia di compromettere la loro conservazione: “In mancanza di una sinergia tra pubblico e privato il rischio è l’abbandono”, segnala Odescalchi.
Circa il 90% delle dimore storiche appartiene a privati, con poche che hanno richiesto fondi. La principessa menziona il Castello di Gargonza ad Arezzo, noto per il soggiorno di Dante nel 1302, come esempio luminoso della storicità di tali luoghi. Inoltre, la location per matrimoni, come il castello di Bracciano, dove si è svolto l’iconico matrimonio di Tom Cruise nel 2006, genera un giro d’affari considerevole, superando il miliardo di euro nel 2024.
Per esempio, il castello di Panicale in Umbria, acquistato da una coppia statunitense, ha allestito un museo di 120 mila puzzle, dimostrando che le dimore storiche possono essere adattate in modi creativi, preservando il loro valore culturale. Di contro, il Castello di Procopio, trasformato in un esclusivo hotel Mandarin Oriental, rappresenta un caso in cui l’accessibilità è limitata, evidenziando le diverse direzioni che possono prendere questi storici edifici.
La sfida rimane quella di mantenere il legame con il territorio e la comunità, bilanciando il potenziale commerciale con la necessità di preservare la storia e l’identità culturale di queste dimore. L’iniziativa di domenica rappresenta un passo importante verso il riconoscimento e la valorizzazione di un patrimonio che è parte integrante della storia italiana.