Il Sindaco di Vicenza esprime preoccupazione per l’incertezza sulle truppe americane
In un contesto di crescente incertezza, il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, solleva preoccupazioni riguardo alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump relative al ritiro delle truppe americane. Mentre il presidente ha affermato più volte di voler ritirare le forze, i lavori di ampliamento del villaggio residenziale collegato alle basi americane Ederle e Del Din continuano senza interruzione, riporta Attuale.
La presenza di queste basi influisce enormemente sulla città, con indicazioni che circa 15.000 persone, compresi militari, familiari e lavoratori civili, gravitano attorno a Vicenza. Di questi, circa 5.000 sono militari statunitensi e 7.500 sono le loro famiglie. Inoltre, ci sono circa 600 dipendenti civili americani e circa 900 lavoratori italiani coinvolti. L’impatto economico totale è stimato intorno ai 300 milioni di euro secondo l’esercito americano, evidenziando la rilevanza di queste installazioni per l’economia locale.
Possamai ha dichiarato di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali dal comando americano riguardo a possibili ridimensionamenti delle truppe, evidenziando che le notizie giungono prevalentemente dalla stampa. Tuttavia, ha sottolineato che i lavori per il riassetto del villaggio residenziale sono in corso, nonostante le dichiarazioni contraddittorie da Washington.
Si stima che entro il 2028, saranno consegnate 428 nuove unità abitative, con un costo complessivo per i lavori di circa 500 milioni di dollari, appaltati alla compagnia locale Icm. Questo progetto rappresenta un significativo investimento nella ristrutturazione del villaggio, che ospita già diverse famiglie in affitto nella città.
Il sindaco Possamai ha inoltre indicato che, nonostante le incertezze, la situazione attuale non è ancora critica. Sottolineando il ritiro delle truppe NATO dalla Germania, ha espresso la preoccupazione che simili sviluppi possano manifestarsi anche a Vicenza. Aggiunge che la politica estera statunitense sotto Trump suscita molte critiche locali e nazionali, sollevando interrogativi sulla posizione della città, che si caratterizza per un forte spirito pacifista.