Nuove Rivelazioni Sull’Omicidio di Chiara Poggi: Giuseppe Sempio Difende Ancora il Figlio
GARLASCO (Pavia) – Giuseppe Sempio ribadisce con fermezza l’innocenza di suo figlio, accusato di aver ucciso Chiara Poggi. “Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, non c’entra niente. Questa è una vigliaccata. Di chi non lo so …”. Con queste parole, Sempio ha concluso un’intervista con un giornalista del Tg1, riaffermando che Andrea, indagato dalla procura di Pavia, si trovava in casa con lui il giorno del delitto. “Guardarlo negli occhi per chiedergli se c’entra qualcosa con l’omicidio? Non c’era bisogno di guardarlo: stava a casa con me”, ha aggiunto, sostenendo che tutti i dettagli sono confermati da foto e testimonianze argomentate, riporta Attuale.
Questa recente inchiesta ha visto Giuseppe Sempio, settantatreenne di Zinasco Nuovo, indagato a Brescia per corruzione in atti giudiziari, insieme all’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, responsabile della prima inchiesta archiviata contro Andrea. Tra gli argomenti discussi emerge un mistero associato al delitto di Garlasco: una bicicletta nera da donna vista dalla vicina Franca Bermani vicino all’abitazione di Poggi la mattina del 13 agosto 2007, scomparsa poco dopo le 10.30.
Giuseppe Sempio registra dettagli su un’agenda per chiarire il possibile avvistamento, ma ciò che ha attirato l’attenzione degli inquirenti è un appunto che suggerisce che “mio figlio era a piedi”, insinuando che non fosse in casa come indicato dai genitori. La procura interpreta questo elemento come prova che Andrea potrebbe essere uscito di casa, contrariamente alla versione fornita dalla famiglia. Inoltre, emerge un’altra annotazione di Giuseppe riguardo a una bicicletta nera, lasciando intendere che la storia dell’alibi di Andrea sia stata elaborata in seguito per proteggere il figlio.
Le intercettazioni evidenziano una conversazione tra Giuseppe e sua moglie, risalente al 22 ottobre 2025, nella quale discutono di uno scontrino di parcheggio che potrebbe provare la presenza di Andrea a Vigevano. La moglie esprime dubbi sulla validità dell’alibi: “Allora, adesso c’è un familiare che dice che lo scontrino non lo ha fatto né l’Andrea né i suoi familiari”. Giuseppe risponde, insinuando che ci sia confusione sull’origine dello scontrino, il quale, secondo la procura, potrebbe essere stato creato per garantire un alibi ad Andrea, una tesi che la difesa respinge con decisione.
Andrea Sempio, nel frattempo, ha incontrato ieri i suoi legali, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, che hanno annunciato sei consulenze per contrastare le accuse. Tra queste, una consulenza medico-legale è ora pronta per essere depositata, fornendo una lettura completamente differente della scena del crimine e suggerendo una nuova linea temporale per la morte della vittima. La vicenda continua a evolversi, attirando l’attenzione media e giuridica nel contesto di un caso che ha già sollevato interrogativi su elementi di corruzione e verità nell’ambito delle indagini.