Dimissioni di Bruno Frattasi dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale
Con quasi un anno di anticipo sulla scadenza naturale del suo mandato, il prefetto Bruno Frattasi ha rassegnato le dimissioni da direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), riporta Attuale.
La lettera delle dimissioni è stata formalmente inviata a Palazzo Chigi e giustifica la scelta con “motivi personali”. Tuttavia, fonti multiple indicano che la fiducia del governo nei confronti di Frattasi, in particolare quella del sottosegretario Alfredo Mantovano, era venuta meno da tempo, complici le criticità rilevate nel settore della sicurezza informatica.
Frattasi, 70 anni, era stato nominato il 9 marzo 2023 durante un Consiglio dei ministri a Cutro, dopo una lunga carriera che lo aveva visto in ruoli cruciali al Viminale e come prefetto di Roma. Il suo addio arriva in un momento critico per l’Acn, contrassegnato da un allarmante aumento di attacchi hacker e da vulnerabilità nella rete di protezione nazionale. Solo nel mese di marzo, gli incidenti informatici sono aumentati dell’81% rispetto al mese precedente, anche a causa dell’entrata in vigore della direttiva Nis 2, che ha ampliato la platea dei soggetti monitorati a circa 22mila enti e imprese.
Le tensioni tra il vertice dell’Acn e Palazzo Chigi sono state aggravate da ripetute intrusioni che hanno colpito istituzioni e asset industriali. Tra i casi più rilevanti, l’attacco agli Uffizi di Firenze e l’intrusione nei sistemi Almaviva, che ha portato alla pubblicazione sul dark web di documenti sensibili riguardanti Ferrovie dello Stato e il Ministero della Difesa. Inoltre, ha pesato la gestione della comunicazione di crisi, come quando lo staff ha inizialmente liquidato come “bufala” la notizia – poi rivelatasi vera – della diffusione online dei numeri telefonici privati delle più alte cariche dello Stato.
Per la successione, si fa il nome di Andrea Quacivi, 55 anni, ex amministratore delegato di Sogei e manager esperto nel settore dei big data, considerato più adatto del prefetto Lamberto Giannini per inaugurare una nuova fase nella difesa cibernetica del Paese.