Tensione tra Italia e Israele: richiesta di sanzioni contro Ben-Gvir per violazioni dei diritti umani

22.05.2026 07:15
Tensione tra Italia e Israele: richiesta di sanzioni contro Ben-Gvir per violazioni dei diritti umani

Richiesta di sanzioni italiane contro Ben-Gvir: tensioni emergenti nei rapporti con Israele

Le relazioni tra Italia e governo israeliano mostrano segnali di cambiamento, sebbene si mantengano lontane da una rottura definitiva. Un’iniziativa formale, che equivale a una richiesta di sanzioni, è stata avviata contro il ministro israeliano più controverso, Itamar Ben-Gvir. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha annunciato tramite i social media che l’Italia ha chiesto a Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell’UE, di includere la questione nella prossima riunione dei ministri degli Esteri europei, evidenziando “gli inaccettabili atti compiuti in acque internazionali” dai quali gli attivisti sono stati prelevati e sottoposti a umiliazioni e violazioni dei diritti umani, riporta Attuale.

Nonostante questo, il governo italiano si limita a puntare il dito su Ben-Gvir senza estendere le sanzioni a Israele stesso. Giovanni Donzelli (FdI) ha affermato che “l’atteggiamento di Ben-Gvir e alcune scelte di Netanyahu sono criticabilissimi”, ma avverte che penalizzare l’intero popolo o settori come università e ricerca sarebbe una “scelta pericolosa”. La palla, quindi, passa nuovamente all’Europa, con la speranza che la richiesta italiana possa essere discussa già la prossima settimana a Cipro.

Se i 27 Stati membri dell’UE raggiungeranno un accordo unanime, Ben-Gvir podría affrontare un divieto di viaggio in Europa e il congelamento dei beni. Tuttavia, dietro questa richiesta si cela un malcontento crescente: il governo italiano continua a sollecitare scuse formali da Tel Aviv, mai pervenute, mentre l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, ha tentato di attenuare le tensioni affermando che le azioni di Ben-Gvir “non rappresentano i principi e i valori d’Israele”. Nonostante ciò, Roma non sembra soddisfatta di tali dichiarazioni, tanto che Tajani ha ribadito: “Non è detto che sia l’ultima proposta”.

Il vero test sarà la solidità dell’alleanza tra i paesi europei. Tajani, attualmente in Svezia per un incontro della NATO, cercherà di consolidare i legami con la Germania sotto la guida di Johann Wadephul. Inoltre, il premier spagnolo Pedro Sanchez è atteso a Roma per incontrare il Papa, offrendo l’occasione ideale per un colloquio con Giorgia Meloni riguardo a questa questione.

All’interno del governo, la questione ha riunito la maggioranza, soddisfacendo anche l’ala filo-israeliana. Matteo Salvini ha dimostrato un atteggiamento collaborativo, evitando di assumere posizioni estreme. Tuttavia, l’opposizione ha criticato l’azione come inadeguata. Giuseppe Conte ha richiesto sanzioni dirette contro Netanyahu, sottolineando che non si può adottare un approccio “del poliziotto buono e cattivo” nei confronti di Ben-Gvir. Il Pd ha descritto l’iniziativa come “un atto disperato”, accusando il centrodestra di arrivare in ritardo a causa dei veti italiani in Europa.

Le manovre contro Ben-Gvir potrebbero apparire come un modo per alleggerire la responsabilità di Netanyahu, mentre a Roma si auspica una sua debolezza politica. Il desiderio è che possa delinearsi un’alternativa di governo più moderata e responsabile. Tuttavia, il clima attuale, caratterizzato dalle estreme posizioni dei coloni e dalle provocazioni di Ben-Gvir in campagna elettorale, pongono interrogativi sulla strategia futura: se la leadership continuerà ad essere nelle mani di Netanyahu e Ben-Gvir, come si evolverà la situazione?

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