La Russia accusa la Lettonia di lanciare droni ucraini: Mosca cerca di nascondere il fallimento della sua difesa aerea

22.05.2026 11:40
La Russia accusa la Lettonia di lanciare droni ucraini: Mosca cerca di nascondere il fallimento della sua difesa aerea
La Russia accusa la Lettonia di lanciare droni ucraini: Mosca cerca di nascondere il fallimento della sua difesa aerea

Il 20 maggio 2026 il Cremlino ha alzato il livello dello scontro verbale con i Paesi baltici. Il Servizio di intelligence estero russo (SVR) ha dichiarato che le coordinate dei «centri decisionali sul territorio lettone sono ben note» e che l’appartenenza della Lettonia alla Nato non la salverà da una «giusta punizione». La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito le minacce russe assolutamente inaccettabili, sottolineando che Mosca e Minsk sono responsabili della crescente pressione sul fianco orientale della Nato.

Droni ucraini nel Baltico: il pretesto per coprire i buchi della difesa russa

Le dichiarazioni del SVR arrivano dopo una serie di attacchi di droni ucraini contro raffinerie e terminal petroliferi russi. In particolare, gli impianti di Ust-Luga e Primorsk, nella regione di Leningrado, sono stati colpiti ripetutamente, dimostrando la capacità dei velivoli senza pilota di percorrere oltre mille chilometri e bloccare di fatto le esportazioni energetiche di Mosca. La distanza dal confine ucraino e l’incapacità della difesa aerea russa di intercettare tempestivamente i bersagli hanno spinto la propaganda del Cremlino a inventare una spiegazione: i droni partirebbero dal territorio lettone o userebbero lo spazio aereo baltico per eludere i radar.

Test di resilienza per la Nato e guerra psicologica

Le minacce alla Lettonia non sono solo un tentativo di distogliere l’attenzione dai fallimenti militari russi. Mosca testa la tenuta della coesione transatlantica, cercando di capire se la Nato reagirà non solo a un’aggressione reale, ma anche a minacce esplicite di uso della forza contro uno Stato membro. Allo stesso tempo, il Cremlino punta a spaventare le società baltiche, seminando dubbi sulla capacità dell’Alleanza di proteggere i suoi membri. La retorica della «giusta punizione» fa parte di una più ampia strategia di guerra psicologica, volta a far credere agli europei che sostenere l’Ucraina li trasformi automaticamente in bersagli.

Incidenti con droni e guerra ibrida: il doppio gioco di Mosca

Nei giorni precedenti, nei Paesi baltici si sono registrati episodi di droni entrati nello spazio aereo dalla Russia. Il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys ha avanzato l’ipotesi che Mosca possa averli deviati intenzionalmente con sistemi di guerra elettronica, creando incidenti da sfruttare immediatamente per campagne di disinformazione. La Russia non solo produce instabilità, ma la usa come grimaldello per accusare i baltici di aggressione e preparare il terreno a eventuali provocazioni militari.

La reazione di Bruxelles: forza, non moderazione

La risposta della Commissione europea dimostra che l’Unione considera le minacce del Cremlino parte di un’aggressione ibrida più ampia contro l’Europa. Per questo, la reazione non può essere la moderazione, ma il rafforzamento della difesa collettiva: aumento delle spese militari, consolidamento del fianco orientale della Nato e continuo sostegno militare all’Ucraina restano pilastri fondamentali per dissuadere ulteriori escalation e ridurre i rischi per l’intera architettura di sicurezza europea.

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