Attacchi statunitensi in Iran durante i negoziati di pace
Nella notte tra lunedì e martedì (ora italiana), l’esercito statunitense ha bombardato il sud dell’Iran, nella stessa giornata in cui una delegazione iraniana era arrivata a Doha, in Qatar, per partecipare ai negoziati per la fine della guerra. Non è chiaro se questi attacchi rappresentino un’azione isolata o l’inizio di una nuova fase del conflitto, riporta Attuale.
Il portavoce del Comando interforze in Medio Oriente, Tim Hawkins, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno colpito postazioni di lancio missilistico e imbarcazioni nel sud dell’Iran che tentavano di piazzare mine nello stretto di Hormuz. Hawkins ha descritto gli attacchi come una misura difensiva per proteggere le forze statunitensi da possibili aggressioni iraniane, senza però fornire dettagli sull’entità della minaccia o sugli obiettivi specifici colpiti.
Secondo un funzionario anonimo dell’esercito, riportato dal New York Times, l’Iran aveva lanciato missili diretti contro navi statunitensi nel golfo dell’Oman e nel mar Arabico, con l’intento di bloccare le navi che commerciano con l’Iran. Non è chiaro se tali missili abbiano effettivamente colpito le navi statunitensi o causato danni significativi. Lo stesso funzionario ha affermato che gli attacchi americani hanno interessato il porto di Bandar Abbas, sede di una base navale iraniana.
L’azione statunitense contro le postazioni missilistiche iraniane indica che l’Iran mantiene una capacità militare sufficiente a minacciare le forze statunitensi. È stato segnalato che l’Iran conserva circa 30 delle sue 33 basi missilistiche lungo lo stretto di Hormuz, una via cruciale per il commercio globale, che era stata bloccata all’inizio della guerra e che continua a rappresentare una minaccia per le navi in transito senza accordi con Teheran.