La riforma della legge elettorale accelera in commissione, con nuove modifiche attese entro giovedì. Tuttavia, il testo-bis non è ancora definitivo e le opposizioni insistono per un ulteriore ciclo di audizioni, il che potrebbe ritardare l’approdo in Aula, riporta Attuale.
La maggioranza sta spingendo per finalizzare le modifiche alla legge elettorale, ma il pacchetto non è ancora completo. Dalla mattina, prima dell’inizio della discussione generale in commissione Affari costituzionali alla Camera, i rappresentanti del centrodestra sono in contatto per lavorare ai correttivi della proposta Bignami. Il nuovo testo, che dovrebbe affrontare alcune delle preoccupazioni sollevate dai costituzionalisti durante le audizioni, potrebbe essere presentato già domani, con alcuni membri della maggioranza che scommettono su giovedì. Tuttavia, la questione delle preferenze, supportate da Fratelli d’Italia, ma contestate dalla Lega e Forza Italia, rimane irrisolta.
Il nodo delle preferenze e la cautela di Forza Italia
Forza Italia sta cercando di velocizzare la chiusura del dossier, con l’obiettivo di approvare la riforma alla Camera prima dell’estate. Tuttavia, tra i membri del partito vi è una certa cautela. È stato raggiunto un accordo di massima su alcuni punti, inclusa la soglia per il premio di maggioranza e la cancellazione del ballottaggio. La questione riguardante le preferenze, su cui FdI sta cercando con difficoltà di trovare un compromesso, rimane problematica.
L’alternativa, che non convince ancora i forzisti, è una rintroduzione ‘temperata’ che prevede capilista bloccati consentendo però agli elettori di scegliere gli altri candidati. Attualmente, il testo Bignami prevede liste bloccate corte con da 2 a 6 candidati per collegio. Fonti interne al partito dichiarano che la questione delle preferenze potrebbe non essere inclusa nel primo pacchetto di correzioni, ma affrontata successivamente tramite un emendamento ad hoc. In Aula, potrebbe essere soggetta a voto secreto o, in commissione, rischiare di causare divisioni nella maggioranza.
Un possibile nuovo testo che includa i correttivi è atteso come testo-bis che aggiorni la prima proposta di Bignami, sebbene nessuna decisione ufficiale sia ancora stata presa. L’alternativa sarebbe un pacchetto di emendamenti, il cui impatto potrebbe allungare i tempi e complicare l’approvazione prima della pausa estiva, stimando sulla pressione delle opposizioni per un nuovo ciclo di audizioni.
Il presidente della commissione Nazario Pagano ha dichiarato che non ha nulla contro nuove audizioni, sebbene le modifiche non sembrino rilevanti.
Come dovrebbe cambiare il testo
Tra i correttivi previsti, vi è un innalzamento dal 40 al 42% della soglia necessaria per ottenere il premio di maggioranza. È probabile anche l’eliminazione del ballottaggio e il ritorno al proporzionale puro in caso nessuna coalizione raggiunga tale soglia, applicabile anche nel caso di maggioranze diverse tra Camera e Senato. Le preferenze sembrano rimanere fuori dall’accordo attuale.
Le prossime tappe
La discussione generale in commissione continuerà anche domani, con la conferenza dei capigruppo della Camera convocata per le 14 per discutere la richiesta della maggioranza di accelerare il processo legislativo. Giovedì sarà una giornata decisiva, con l’Ufficio di presidenza che stabilirà il calendario dei lavori in commissione e il nuovo testo in discussione. L’obiettivo del centrodestra è portare il testo in Aula per la discussione generale il mese prossimo, rimandando l’esame nel merito a luglio con tempi contingentati, ma ciò richiederà la definitiva chiusura delle questioni aperte sul testo.