Genova, 24 maggio 2026 – Dopo il funerale gli studenti del corso Distav della professoressa Monica Montefalcone, morta alle Maldive in una tragica immersione assieme ad altri 4 italiani, reciteranno una preghiera collettiva sul Cristo degli Abissi, statua bronzea posizionata a 17 metri sul fondale della baia di San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino all’interno dell’Area naturale marina protetta Portofino. La statua, ottenuta fondendo medaglie, campane e parti di navi, simboleggia il legame profondo tra l’umanità e l’ambiente marino, ed è dedicata al ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita in mare., riporta Attuale.
Maldive, presto nuova legge per regolare le immersioni tecniche
La fatale immersione in fondo a una grotta dell’atollo di Vaanu ha lasciato il segno anche alle Maldive. Il governo infatti introdurrà una nuova legge sulle immersioni tecniche oltre l’attuale limite regolamentare dei 30 metri, ha annunciato il portavoce del Governo, Mohamed Hussain Shareef. La normativa, quando sarà approvata, dovrà regolamentare le immersioni più pericolose. Attualmente, le Maldive rappresentano uno dei pochi posti al mondo dove tali pratiche sono ancora vietate. Così facendo, il governo avrà maggiore controllo sulle attività subacquee, rilasciando permessi specifici a ricercatori e subacquei tecnici certificati.
“Approvazione rapida e regolamenti molto rigorosi”
“Dal momento che si tratta di ricercatori e di subacquei che utilizzano attrezzature specialistiche, un’attività che non può essere svolta senza competenze specifiche e un altissimo livello di esperienza implementeremo e regolamenteremo tutto attraverso linee guida molto rigorose”. Il portavoce del governo ha precisato che il dibattito per la stesura della legge è appena iniziato, e che verranno consultati anche operatori del settore, ma vista l’urgenza e il clamore della morte dei 5 italiani, l’approvazione del testo e la definizione dei regolamenti saranno rapidi.
Le autopsie stabiliranno le cause di morte
Intanto la prossima settimana l’autopsia stabilirà le cause della morte dei sub italiani. Le salme di tutti e cinque sono all’obitorio dell’ospedale di Gallarate, dove lunedì si procederà con le analisi dei corpi.
Prima autopsia su Benedetti
Il primo ad essere esaminato sara il corpo di Gianluca Benedetti, il capobarca di 44 anni, il primo ad essere recuperato. Nei giorni successivi saranno quindi eseguite le perizie sulle altre salme atterrate a Malpensa: la docente dell’università di Genova, Monica Montefalcone, e sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, laureato di recente all’ateneo del capoluogo ligure.
Fondamentale l’analisi delle GoPro
I corpi di quattro dei nostri connazionali sono stati trovati in un ambiente della grotta di Hekunu Kandu dal team di sub finlandesi di Dan Europe. Il gruppo probabilmente ha smarrito la strada in uscita dalla grotta, dove è alto il rischio di scarsa visibilità dovuta ai sedimenti corallini. Inoltre restano i dubbi sull’adeguatezza dell’attrezzatura utilizzata dai cinque. Dopo le autopsie, sarà fondamentale l’analisi delle telecamere GoPro e della strumentazione indossata dalle vittime.
Nel mirino le e-mail della prof con l’Ateneo
Prosegue anche l’indagine di Roma; i pm hanno passato al setaccio le mail che la docente universitaria Montefalcone si era scambiata con il Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e della vita per comprendere le mosse della Montefalcone e le eventuali autorizzazioni alle varie attività scientifiche. Infine, è stato acquisito anche il ‘documento di missione’ contenente gli indirizzi di ricerca.
Università: “L’immersione non rientrava nelle attività previste”
Se venissero confermate le autorizzazioni dell’Ateneo, la morte della dottoressa e dell’assegnista Muriel Oddenino potrebbero essere inquadrate come infortunio sul lavoro. L’Università genovese ha sempre sostenuto che “l’attività di immersione subacquea non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”. Gli investigatori porranno questo quesito alla professoressa Elisabetta Rampone, direttrice del Dipartimento.
Vanin, prof a bordo: non avevano ricevuto ok a immersioni
Già sentite invece le altre venti persone che erano a bordo della Duke of York, la nave della spedizione, e Stefano Vanin, l’entomologo forense docente della stessa università che si trovava sulla stessa imbarcazione, ma che non si è immerso. Vanin ha riferito agli inquirenti che lui e Montefalcone avevano chiesto l’autorizzazione all’ateneo, ma senza ottenere l’ok alle immersioni.