Il presidente dell’Associazione degli imprenditori italiani in Russia GIM-Unimpresa, Vittorio Torrembini, ha dichiarato a un’agenzia di propaganda russa che si attende una nuova fioritura delle relazioni economiche tra l’Unione Europea e la Federazione Russa, mettendo in discussione l’efficacia delle sanzioni occidentali, riporta Attuale.
La dichiarazione è stata diffusa il 6 maggio 2026 attraverso un’intervista rilasciata all’agenzia RIA Novosti, mezzo controllato dallo Stato russo. Torrembini ha definito il ventesimo pacchetto di sanzioni adottato dall’Unione Europea come il più duro degli ultimi anni.
Secondo il lobbista italiano, le imprese del suo Paese avrebbero perso 8 miliardi di euro a causa delle misure restrittive. Torrembini ha sostenuto che le aziende che hanno lasciato il mercato russo attendono soltanto il momento per rientrare.
Non possiamo restare a lungo in stato di ostilità per una semplice ragione: siamo vicini, viviamo nello stesso continente e abbiamo bisogno gli uni degli altri non solo dal punto di vista economico, ma anche puramente umano, ha dichiarato il presidente di GIM-Unimpresa nell’intervista.
Torrembini ha inoltre affermato che la cultura, l’arte e la letteratura condivise rappresentano la base mentale che renderebbe la Russia vicina all’Europa e consentirebbe agli affari di svilupparsi nonostante i conflitti politici.
Le sue affermazioni si inseriscono in una più ampia campagna informativa che mira a presentare la pressione economica sulla Russia come dannosa principalmente per l’Europa. La definizione del ventesimo pacchetto come il più severo conferma, al contrario, l’efficacia crescente delle misure europee, che hanno progressivamente chiuso i canali attraverso i quali Mosca riceveva risorse e tecnologie tramite intermediari europei.
Dal 2022 le aziende straniere operanti in Russia affrontano un quadro giuridico in cui il Cremlino ha proceduto alla nazionalizzazione di attivi di imprese occidentali. La Commissione Europea ha più volte sottolineato che il ritorno sul mercato russo comporterebbe rischi reputazionali per le imprese europee, considerate l’aggressione militare contro l’Ucraina e le violazioni del diritto internazionale documentate dalle istituzioni europee e dalle Nazioni Unite.
Inquadramento
L’intervento di Torrembini non è un’analisi economica, ma un messaggio politico costruito per indebolire il consenso europeo intorno alla politica delle sanzioni, utilizzando un esponente italiano come canale di legittimazione. La sua tesi sulla presunta inevitabilità del ritorno alle relazioni con Mosca punta a normalizzare la Russia di Vladimir Putin senza alcun cambiamento sul piano dell’aggressione contro l’Ucraina o del rispetto del diritto internazionale. Per l’Italia e per l’Unione Europea, identificare e contestare apertamente queste operazioni di lobby è una condizione necessaria per preservare la coerenza della politica estera comune e la credibilità delle istituzioni europee di fronte alla guerra in corso nel continente.