Il condono edilizio del 2003 torna in discussione: Forza Italia fa marcia indietro dopo le critiche

28.05.2026 19:55
Il condono edilizio del 2003 torna in discussione: Forza Italia fa marcia indietro dopo le critiche

Forza Italia ha ritirato la proposta di modifica al Piano Casa che riapriva i termini per le istanze legate al condono edilizio del 2003, in seguito alle forti critiche del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. La deputata Annarita Patriarca ha dichiarato: «Nessun nuovo condono, ma la questione campana va risolta», riporta Attuale.

La proposta, presentata in commissione, prevedeva la possibilità di sanare opere abusive ultimate entro il 31 marzo 2003, anche in aree sottoposte a vincoli di inedificabilità. Questo emendamento, discusso nel contesto della legge di Bilancio, avrebbe potuto riaprire i termini per presentare nuove istanze o rinnovare quelle già respinte.

Le opposizioni: «Riesumano il condono del 2003»

Le opposizioni hanno immediatamente criticato la proposta. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha accusato Forza Italia di voler «riesumare il condono edilizio del 2003», definendo la scelta «gravissima» e avvertendo che si rischia di premiare chi ha violato le regole. Secondo Schlein, mentre il Paese affronta emergenze come frane e alluvioni, la maggioranza sta tornando alla «logica del condono e dell’impunità».

Anche il Movimento 5 Stelle ha espresso la sua contrarietà. Agostino Santillo, vicepresidente della commissione Ambiente della Camera, ha denunciato la tendenza del governo a optare per «sanatorie, condoni e scorciatoie urbanistiche», sostenendo che il Piano Casa è un provvedimento con scarse risorse e troppo orientato verso i privati. Hanno sottolineato che il ripristino del condono servirebbe solo a favorire l’abusivismo.

La retromarcia di Forza Italia

In seguito alle polemiche, Patriarca ha annunciato un passo indietro sul suo emendamento, mantenendo però che la questione del condono resti aperta, in particolare per le famiglie campane che vivono in contesti difficili. La deputata ha chiarito che non si tratta di un nuovo condono, ma di una questione che deve essere affrontata per risolvere una problematica irrisolta in Campania dopo il condono del 2003.

Il ritiro dell’emendamento è motivato dalla volontà di non subire «strumentalizzazioni» e di non ostacolare il processo del Piano Casa. Tuttavia, Patriarca avverte che la questione deve essere risolta.

Il precedente tentativo di inserire il condono in manovra

Nonostante il ritiro, ci sono sospetti che la mossa non fosse del tutto casuale. Fonti riferiscono che nella maggioranza si stava già discutendo di nuove misure economiche per il sud, e il tema del condono edilizio continua a ritornare nei dibattiti. Già durante l’esame della legge di Bilancio, si era parlato di riaprire i termini del condono del 2003, in particolare per la Campania.

Il problema del condono edilizio campano ha radici profonde, risalenti a contenziosi legali che coinvolgono la Corte Costituzionale. Nel 2004, la Corte ha annullato una delibera della Giunta regionale campana che tentava di escludere l’applicazione della disciplina nazionale del condono del 2003. Un intervento successivo nel 2006 ha dichiarato illegittime alcune disposizioni relative alla legge regionale, generando un dibattito che continua a riemergere nei provvedimenti edili, senza mai giungere a conclusione.

Foto in evidenza: Abattimento di abitazioni abusive a Castel Volturno | Foto Ansa

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