Venezia: il futuro incerto tra overtourism e l’assenza di soluzioni concrete

30.05.2026 06:15
Venezia: il futuro incerto tra overtourism e l'assenza di soluzioni concrete

Venezia: immobilità di fronte a sfide storiche

Venezia non è triste: è immobile. Da decenni, la città affronta sempre gli stessi problemi: l’overtourism, lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione. Le discussioni si susseguono, ma nessuna soluzione concreta sembra all’orizzonte. Sebbene l’acqua alta sia stata ridotta grazie al funzionamento del Mose, persistono preoccupazioni sul futuro della città, con previsioni catastrofiche riguardo all’innalzamento del livello del mare. Attualmente, i turisti affollano calli e campielli in modo incessante, mentre i pochi veneziani rimasti vivono in condizioni di isolamento simili a quelle di città storiche assediate. Tuttavia, basta allontanarsi dalle zone più affollate per ritrovare la bellezza silenziosa della città, in particolare i tradizionali bacari, di cui non si parla per evitare che vengano invasi dai turisti, riporta Attuale.

Non si intravede una via d’uscita, confermato dai recenti risultati elettorali, in cui Simone Venturini, giovane rappresentante della destra, ha ottenuto una vittoria schiacciante. Sebbene prometta un approccio più empatico rispetto al predecessore Luigi Brugnaro, rimane un segnale di continuità piuttosto che di cambiamento. Anche il candidato di sinistra, Andrea Martella, è stato percepito come fragile, contraddicendo le attese precedenti alla tornata elettorale.

Il tema dell’iperturismo continua a dominare il dibattito. Secondo Jan van der Borg, esperto olandese, le soluzioni proposte per Venezia vengono spesso applicate altrove, come a Barcellona. Tra le misure consigliate, van der Borg indica la necessità di un cambiamento di mentalità: il turismo deve essere visto non solo come un’opportunità, ma anche come un onere per i residenti. Propone inoltre che la gestione del turismo debba essere centralizzata, con un sistema di prenotazioni per limitare l’afflusso durante i picchi. “Il ticket d’ingresso ha senso, per il 80% dei turisti che visitano Venezia per un giorno”, afferma.

Il problema degli affitti brevi contribuisce allo spopolamento. Orazio Alberti dell’OciO denuncia i costi esorbitanti per affittare una casa, con prezzi minimi di 1.200-1.500 euro al mese, rendendo difficile la vita per i giovani. Le statistiche parlano chiaro: dal 2011 al 2021, le abitazioni vuote nella “Venezia insulare” sono aumentate dal 21,3% al 36,4%. Questa situazione è ulteriormente complicata dalla divisione tra Venezia e Mestre, dove meno di 50.000 residenti vivono nella storica città. La recente elezione di Venturini ha reso attuale il dibattito sull’autonomia di Venezia. Nonostante il referendum del 2019 non abbia raggiunto il quorum, molti residenti continuano a chiedere una separazione.

Marco Sitran, avvocato e sostenitore dell’autonomismo, sottolinea che Venezia e Mestre sono realtà con esigenze opposte e che la città lagunare ha bisogno di una rappresentanza politica adeguata. “Ormai noi veneziani siamo una minoranza etnica e senza rappresentanza”, afferma Sitran, auspicando per Venezia uno statuto speciale come unica possibilità di salvezza. I problemi della città, pertanto, restano irrisolti, mentre il tempo continua a scorrere inesorabilmente.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere