Calovini (FdI): il governo dimostra la propria autonomia decisionale nell’alleanza atlantica

18.04.2026 07:15
Calovini (FdI): il governo dimostra la propria autonomia decisionale nell'alleanza atlantica

Giangiacomo Calovini: L’Italia esercita la propria autonomia decisionale

“Con Giorgia Meloni stiamo esercitando pienamente la nostra autonomia decisionale”, assicura Giangiacomo Calovini, deputato di FdI e membro della Commissione Esteri, riporta Attuale.

Dopo i recenti attacchi di Donald Trump, si prospetta una sfida nel bilanciare l’alleanza atlantica con la difesa dell’interesse nazionale. Calovini sottolinea che la premier ha dialogato con diverse amministrazioni, confermando un approccio pragmatico basato sull’interesse nazionale. “Significa mantenere un rapporto solido e leale, rispettoso dei trattati e del ruolo del Parlamento”, spiega.

In un contesto di tensioni tra l’amministrazione statunitense e la Santa Sede, il Papa ha dichiarato di non temere Trump. Ci si chiede se l’Italia possa fungere da mediatrice. “Certo, perché è credibile sia sul piano delle alleanze sia su quello diplomatico. Dividere l’Occidente indebolirebbe tutti. Se richiesto, il nostro Paese può favorire il dialogo, ma senza sovrapporsi al ruolo della Santa Sede, che resta distinto e autonomo”, afferma Calovini.

L’Italia emerge come capofila nella nuova coalizione per la sicurezza marittima, sollevando interrogativi sulla possibile autonomia strategica dell’Unione Europea. “È un segnale importante di maggiore coordinamento europeo su sicurezza e libertà di navigazione. Più che parlare di autonomia compiuta, si tratta di rafforzare la capacità dell’Europa di agire con responsabilità, in complementarità con la NATO e senza dipendenze eccessive”, commenta.

Sul coinvolgimento della Marina italiana nello sminamento a Hormuz e il rischio di uno scontro diretto con l’Iran, Calovini afferma: “Al momento non risultano decisioni operative definitive. L’Italia è pronta a contribuire alla sicurezza marittima e alla libertà di navigazione, valorizzando le capacità della propria Marina. L’obiettivo resta evitare escalation e ridurre i rischi di coinvolgimento diretto”.

Con il ritorno del protezionismo americano e la sfida cinese nel Mediterraneo e nell’Indo-Pacifico, Calovini definisce l’atteggiamento dell’Italia: “Non esiste una ‘terza via’ in senso equidistante. L’Italia è parte dell’Occidente, ma deve difendere i propri interessi economici, diversificare i partner e proteggere gli asset strategici. Il dialogo con Pechino resta necessario, senza ambiguità sulla nostra collocazione”.

La nuova postura geopolitica vede l’Italia protagonista in scenari complessi. “L’Italia ha rafforzato la propria credibilità internazionale ma servono coerenza, selezione delle priorità e continuità politica. Essere una ‘nazione cerniera’ è possibile solo mantenendo equilibrio tra ambizione e risorse”, conclude Calovini.

Antonio Petrucci

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